Il Tirreno

Lucca

Cittadinanza onoraria a 85 figli di immigrati

di Rossella Lucchesi
Cittadinanza onoraria a 85 figli di immigrati

Attestati a bambini e ragazzi tra 6 e 17 anni nati in Italia e residenti nel comune La cerimonia domani alle 18 in S. Romano, presto in visita il ministro Kyenge

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LUCCA. Lucca compie un passo importante verso l’integrazione. E lo fa con la consegna della cittadinanza onoraria simbolica a 85 ragazzi in età compresa tra 6 e 17 anni, figli di immigrati stranieri nati in Italia e attualmente residenti nella nostra città. A ciascuno verrà consegnato un attestato dal chiaro significato promozionale per l’eguaglianza tra italiani e stranieri, finalizzato alla rimozione degli ostacoli imposti dall’attuale legislazione per il raggiungimento di questo obiettivo.

«Un atto che dovrebbe essere da stimolo al Parlamento in modo che chi nasce, cresce e vive nel nostro Paese non sia più considerato “straniero in Italia”» afferma il consigliere comunale Alessandro Bertolucci, anima del progetto, il quale vede l’iniziativa come una grande opportunità per una riflessione profonda sul tema dell’emigrazione che vada al di là di ogni appartenenza politica «considerando che molti arrivano in Italia fuggendo da guerre e persecuzioni».

E inevitabilmente l’attenzione si sposta alla recente tragedia di Lampedusa «un dramma assurdo che nessun Paese al mondo deve ignorare, aggiunge l’assessore Antono Sichi e, citando le parole di Papa Francesco, una vergogna per il genere umano». La cerimonia è prevista per domani alle 18 nell’auditorium di San Romano alla presenza delle istituzioni locali e di Rudina Hakani, responsabile del coordinamento regionale delle associazioni di emigranti per l’area costiera della Toscana, esperta dei processi di inclusione. L’iniziativa ha trovato anche l’approvazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha inviato un messaggio che verrà letto durante la serata. Ed anche del ministro Cécile Kyenge che presto arriverà nella nostra città.

Una tappa importante per l’amministrazione Tambellini che, sin dal suo insediamento, ha incluso l’integrazione tra le sue priorità, proiettandosi da subito verso un sistema di tolleranza e partecipazione che coinvolgerà anche gli organismi territoriali che andranno a sostituire le attuali circoscrizioni.

«Un primo passo è compiuto, ma c’è ancora molto da fare ed è fondamentale lavorare bene nelle scuole dove, forse più che altrove, il fenomeno appare evidente» sottolinea il vice sindaco Ilaria Vietina, ricordando che quella di domenica è solo la prima trance per il conferimento dei riconoscimenti, assegnati in concomitanza con l’inizio delle celebrazioni per il Cinquecentenario delle Mura, con il significato simbolico dell’abbraccio di una città che non chiude le porte a nessuno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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