Il Tirreno

Lucca

Sos per le case della salute e la viabilità

di FabrizioTonelli
Sos per le case della salute e la viabilità

Dal presidente della conferenza dei sindaci Del Ghingaro l’allarme per la mancata progettazione delle strutture territoriali

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LUCCA. E’ preoccupato per il futuro della sanità a Lucca il presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 2, Giorgio Del Ghingaro. Preoccupato di quello che potrà accadere dal 1° febbraio, dal giorno dell’apertura del nuovo ospedale a San Filippo, per quanto riguarda i servizi territoriali, le strutture che avrebbero dovuto accompagnare o anche precedere il monoblocco e che invece ancora non ci sono.

Preoccupato per una mancata programmazione delle case della salute e delle altre attività. Che non poteva certo essere fatta da una giunta, quella guidata dall’ex sindaco Mauro Favilla, che non aveva mai riconosciuto il nuovo ospedale; e che però non è stata fatta nemmeno dall’amministrazione di centrosinistra, con a capo Alessandro Tambellini, subentrata nella primavera dello scorso anno.

La programmazione sul territorio. «Mi sta a cuore il mio futuro di cittadino lucchese – dice Del Ghingaro – e credo che la mancata progettualità avrà ripercussioni a livello pluriennale. Sarebbe stato necessario affrontare per tempo questo problema, individuando almeno un anno fa dove realizzare le case della salute, i distretti, cercare di reperire le risorse, fissare le priorità del territorio. Uscendo dagli strettissimi campanilismi che spesso condizionano le scelte».

Un discorso di ampio respiro quello di Del Ghingaro, che come sindaco di Capannori nel corso dei suoi mandati è stato abile a piazzare sul suo comune tre strutture sanitarie di primo livello: la casa della salute a Marlia; il centro sanitario di Capannori (con il dipartimento della prevenzione e il laboratorio di sanità pubblica), il distretto a San Leonardo in Treponzio.

Lucca al palo. E Lucca? E’ rimasta al palo. Nessuna progettazione sul territorio, nessuna richiesta di fondi per le case della salute, nessuna previsione per quella parte del Campo di Marte che sarà liberata dall’Asl.

«Con un ospedale per acuti come quello di San Filippo – aggiunge Del Ghingaro – è indispensabile programmare le strutture territoriali. Per esempio, ferma restando l’idea dell’Asl di realizzare una casa della salute al Campo di Marte, ci può essere la possibilità di utilizzare il polo di Marlia anche per la zona nord di Lucca e quello di San Leonardo in Treponzio per l’area che va da S. Maria del Giudice alla periferia della città. Magari ipotizzando un trasferimento del distretto stesso da San Leonardo a Guamo per servire meglio il territorio».

In assenza di un’iniziativa dell’amministrazione comunale di Lucca, Del Ghingaro si è mosso sulla sua strada strappando al direttore dell’Asl 2 Antonio D’Urso impegni per San Leonardo e facendo crescere un po’ alla volta l’ospedale di comunità di Marlia.

«Mi chiedo però – afferma il presidente della conferenza dei sindaci – dove saranno collocati gli anziani che dopo una frattura al femore, verranno dimessi e non avranno nessuno a casa a prendersi cura di loro. E’ solo un esempio, ma ne potremmo fare altri, si tratta di un fenomeno sociale che non si può ignorare».

Improbabili altri fondi. Del Ghingaro crede poco all’eventualità che la Regione finanzi la costruzione ex novo di un edificio al Campo di Marte dove collocare tutte le attività che l’Asl vuole mantenere in quest’area dopo l’apertura del San Luca.

«Già la Regione deve avere 23 milioni dall’alienazione del Campo di Marte - afferma Del Ghingaro - e dubito che Lucca possa vedere altri fondi se non nell’ottica di una programmazione pluriennale che preveda la riorganizzazione dei distretti, in modo da risparmiare e recuperare risorse».

Semmai ci sono altri progetti che potrebbero essere caldeggiati, anche alla luce della perdita della centrale 118 e dell’accorpamento delle attività di lavorazione del sangue. «Si può puntare a portare a Lucca e nella Piana elementi di novità professionale che permettano uno sviluppo sanitario ed economico: c’è il Campo di Marte, c’è l’immobile di Carraia e allora a esempio potremmo pensare di potenziare i laboratori di sanità pubblica, allargandoli a livello di area vasta».

Il presidente della conferenza dei sindaci si sofferma anche sulle professionalità mediche messe a rischio dal nuovo ospedale per intensità di cura e chiede che siano tutelate e valorizzate, per continuare a rappresentare un importante polo di attrazione.

La tutela dei lavoratori. C’è poi un’altra questione che sta a cuore al presidente della conferenza dei sindaci: il futuro dei lavoratori delle aziende di mensa, pulizie e lavanderia che operano al Campo di Marte e dei servizi in genere. Per il nuovo ospedale non ci sarà una gara a evidenza pubblica, al San Luca è il concessionario che affida i servizi e ci sono oltre 100 posti di lavoro a rischio, visto che già si sa che il gestore della mensa sarà diverso dal precedente (la società dell’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini al posto della fiorentina Alisea).

«Il sindaco dovrebbe essere l’autorità garante per questi lavoratori, dovrebbe incontrare il concessionario e invitarlo in maniera pressante a operare in modo tale che queste persone non si ritrovino in mezzo a una strada», spiega Del Ghingaro, che poi ricorda come il trasferimento di un ospedale da una parte all’altra della città abbia un forte impatto economico - di valenza opposta - nelle due zone interessate.

Sos viabilità. Infine il nodo viabilità, altra fonte di preoccupazione. Per Del Ghingaro è impossibile attendere la primavera del 2015 per avere il collegamento fra la terza rotonda e la via Romana all’altezza di Antraccoli. E’ necessario trovare un’alternativa in attesa che il Comune faccia partire i lavori. E rilancia una proposta già avanzata in passato: «Va aperto un altro accesso utilizzando la via seguita dai mezzi che entravano nel cantiere, quindi sulla via Romana all’altezza dell’hotel Guinigi. So dei problemi tecnici, so dei dinieghi, ma ritengo che vada consentito – anche per motivi di sicurezza – ai cittadini della Piana di poter accedere al S. Luca senza dover raggiungere via di Piaggia. Quindi investiamo qualche risorsa in questa direzione, ne beneficeranno gli utenti e la città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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