Il Tirreno

Lucca

In manette i pendolari dei furti in abitazione

In manette i pendolari dei furti in abitazione

I carabinieri arrestano cinque persone: una decina di colpi in Garfagnana Le foto della refurtiva recuperata saranno pubblicate sul sito dell’Arma

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CASTELNUOVO. Si alzavano all’alba e partivano ogni volta con diverse destinazioni ma sempre con la stessa finalità: introdursi in private abitazioni depredando denaro, monili in oro, orologi ed armi. E in alcune delle loro scorribande, probabilmente una decina, avrebbero colpito anche in abitazioni della Garfagnana.

Questo l’ “impegno” pressoché quotidiano di cinque nomadi sinti stanziali tra i comuni di Cuneo, Centallo e Mondovì, tutti pregiudicati e privi di attività lavorativa, fino allo scorso Ferragosto quando i Carabinieri del reparto operativo di Cuneo li hanno arrestati con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più furti aggravati, eseguendo un’ordinananza di custodia cautelare del del Tribunale di Cuneo.

Cinque di loro, tutti imparentati, di età fra 29 e 45 anni sono stati arrestati. Un quinto, 24enne, è invece irreperibile. Fin da subito è emerso chiaramente agli investigatori la particolare organizzazione degli appartenenti al sodalizio, tanto che l’Autorità Giudiziaria, concordando con le risultan ze investigative raccolte, ha contestato loro anche l’associazione a delinquesre finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di furti in abitazione.

Le indagini dimostravano infatti la permanenza del vincolo associativo indipendentemente ed al di fuori dell’effettiva commissione dei singoli reati programmati: disponevano costantemente almeno di un paio di veicoli per organizzare le trasferte criminali ( mezzi intestati a soggetti diversi dai reali utilizzatori così come le schede telefoniche utilizzate: sul conto di tali prestanome sono in corso accertamenti per accertarne responsabilità in ordine al reato di favoreggiamento), facevano affidamento sull’ ausilio di un 52enne di Mondovì, indagato in stato di libertà per i medesimi reati il quale, previi compensi in denaro, metteva a disposizione le sue conoscenze tecniche per analizzare periodicamente gli autoveicoli utilizzati dagli indagati per le scorrerie criminali.

Il Tribunale di Cuneo ha dichiarato la propria incompetenza per territorio perché i furti si sono verificavati in località di altre giurisdizioni ma alo stesso tempo ha rocpmpscoitp l’estrema urgenza di interrompere l’attività predatoria degli indagati disponendone la cattura. Complessivamente una ventina i furti in abitazione attribuiti ai cinque sinti perpetrati nel periodo compreso tra i mesi di aprile e giugno 2013, commessi raggiungendo obiettivi delle provincie di Imperia, Genova, La Spezia, Parma e Lucca, in zone cioè distanti da quelle di residenza dove gli stessi non erano noti alle forze dell’ordine; in provincia di Lucca di parla di Camporgiano, Pieve Fosciana, Villa Collemandina e Piazza al Serchio.

Ingente la refurtiva recuperata e sottoposta a sequestro in parte già riconosciuta dai legittimi proprietari ( si stima un valore approssimativo di circa 150.000 euro: in particolare orologi, monili in oro, servizi di posaterie in argento, personal computer, macchine fotografiche ); numerosi gli arnesi da scasso (in particolare materiali per aprire le casseforti), indumenti per rendersi irriconoscibili (passamontagna e guanti), radio portatili, rilevatori di frequenze radio e strumenti per l’osservazione a distanza. Rinvenuta anche una pistola lanciarazzi con munizionamento da difesa che unitamente a tre autovetture utilizzate nei raid predatori è stata sottoposta a sequestro. Le fotografie di ogni singolo oggetto rinvenuto verranno pubblicate sul sito dell’Arma dei Carabineri www.carabinieri.it nell’apposita sezione il cittadino – servizi – banche dati – oggetti rinvenuti.

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