Sicurezza
Castagno, economia al collasso «Con il cinipide giù del 90%»
Dati allarmanti emersi durante il convegno nel Circolo dei Forestieri a Bagni di Lucca «Le aziende del settore sopravvivono solo con i prodotti dei boschi trattati con la lotta biologica»
BAGNI DI LUCCA. Un calo netto, anzi un vero e proprio crollo: il 90% di produttività in meno per i castagni, a causa dell’assalto del cinipide. Il dato, insieme a un grido d’allarme, è stato lanciato nella Sala rossa del “Circolo dei Forestieri” di Bagni di Lucca, dove si è svolto il “Convegno internazionale sui monumenti vegetali”.
Nel corso della giornata, fra i tanti relatori intervenuti, una nota internazionale al territorio ospitante l'ha sicuramente data la presenza di tre studiosi spagnoli con le loro esperienze lavorative sul verde monumentale e castagno.
La parte riguardante quegli aspetti più propriamente pratici è stata fornita dal dottor Di Cara e così, le sue parole si sono soffermate sulla valorizzazione intesa come idea dinamica della tutela gestendo, recuperando e valorizzando questi vecchi alberi presenti nei nostri boschi. Il castagno viene soprannominato “albero del pane” proprio perché attraverso il suo utilizzo nel corso dei secoli si è venuta a creare quella comunione tra uomo e pianta dove il primo poneva attenzioni al migliore sfruttamento e il secondo donava i suoi frutti sfamando così i ceti meno abbienti della popolazione la quale aveva inoltre creato quelle strutture accessorie alla lavorazione dei preziosi frutti.
Rispetto alla produttività del castagno, va ricordata la malattia che in questi anni si è presentata su molti esemplari ovvero l'attacco da parte di un insetto proveniente dalla Cina: il cinipide galligeno del castagno arrivato nel 2002 in Europa a bordo di materiale d'importazione infettato. «Questo insetto fitofago si introduce nelle gemme delle piante andando così a bloccare la crescita vegetativa: non porta la pianta alla sua morte ma ha un effetto sulla produzione dei frutti e viene contrastato attraverso la lotta biologica», come ha spiegato il dott. Di Cara. La lotta biologica, ovvero usare l'insetto antagonista e in questo caso il Torymus sinensis, porta il vantaggio di eliminare i prodotti chimici: l’idea sulla quale si basa è che il torymus, depositando le uova un mese prima e nello stesso luogo del cinipide, premette alle sue larve di mangiare le uova dell'insetto da eliminare.
I problema del cinipide riguarda anche altre realtà italiane e molte di queste si sono già mosse in tal senso. Massimo Giambastiani dell'Istituto per la documentazione sul castagno e ricerca forestale di Lucca, ha riassunto così la situazione economica nostrana: «Il cinipide ha rappresentato un disastro economico da due anni a questa parte registrando così un calo di produttività del 90%; le aziende lavorano con quelle castagne che sopravvivono grazie all'introduzione nei nostri boschi della lotta integrata».
Il sindaco Massimo Betti, si è espresso in questi termini salutando il consistente pubblico in sala: «Bagni di Lucca è un coacervo di beni storici, ma la natura è una parte fondamentale del nostro territorio: è molto bella e ancora abbastanza incontaminata quindi da scoprire e conoscere, sviluppando anche quel turismo di nicchia e come amministrazione lavoriamo alla valorizzazione dei singoli elementi secondo quel principio dove la parola cultura è intesa in senso ampio».
Rispetto alle ultime parole del sindaco si sono allacciate quelle del professor Tomei il quale ha tenuto a sottolineare il grande rapporto tra uomo e ambiente portando ad esempio la poesia del Pascoli, Alexandros, dove il poeta dice che le querce hanno bisbigliato e così, attraverso questo esempio, il professore ha fatto intendere le piante come narratrici delle peculiarità di un territorio.
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