La manifestazione
Argini, tecnica innovativa per la messa in sicurezza
Vanno avanti i lavori per completare il consolidamento lungo il fiume nella zona di Nave e per il raddoppio dell’idrovora sul rio Freddanella
LUCCA. Una tecnica innovativa, uno studio accurato e un importo di quasi cinque milioni di euro. Sono questi i tasselli che vanno a comporre l'imponente opera di adeguamento e consolidamento degli argini e di raddoppio dell'idrovora sul rio Freddanella. Ed è quella la cifra stanziata per gli interventi, in corso d'opera, di messa in sicurezza del Serchio che dovrebbero terminare, tempo permettendo, per la prossima primavera. Argini più sicuri, dunque, su ambo i lati: in riva destra, nel tratto compreso tra la nuova immissione del torrente Freddanella e l'immissione del torrente Cerchia, e in riva sinistra nel tratto da Ponte San Pietro all'ex colonia solare. Un lavoro attento e imponente, quello coordinato dalla Provincia di Lucca, che sarà effettuato con una tecnica innovativa e, a parità di risultato, meno costosa: bentonite e cemento, un materiale che garantisce lo standard di solidità, impermeabilità e compressione delle palancole (già utilizzate sul Contesora), ma dal prezzo al metro quadro (circa 80 euro a mq per tre chilometri di intervento) sensibilmente inferiore. Uno solo l'obiettivo: evitare che l'acqua con il passare del tempo si infiltri nell'argine, indebolendolo. Bentonite e cemento, infatti, permettono di creare una sorta di diga all'interno dell'argine, salvaguardando così le sponde del fiume. Un lavoro non scontato. Per prima cosa si è provveduto all'ispessimento dell'argine fino ad una larghezza di tre metri nella parte superiore; poi, prima della realizzazione del diaframma anti-infiltrazione è stato realizzato un campo prove per verificare quale delle tre mescole fornite dalla ditta rispondono meglio alle esigenze del terreno su cui si va a lavorare. E' stata quindi effettuata un'operazione di carotaggio dell'argine, le mescole sono state inserite nei fori e quindi, dopo il loro consolidamento, nuovamente estratte per le opportune analisi del laboratorio Delta di Lucca. I risultati saranno poi inviati all'Università di Pisa che darà la risposta su quale mescola verrà utilizzata negli argini lucchesi. Il risultato finale sarà dunque la creazione di una barriera interna all'argine, a sette metri di profondità e di cinque metri di larghezza, che impedirà i cosiddetti fenomeni di sifonamento, ovvero il passaggio dell'acqua all'interno degli argini con conseguente indebolimento delle strutture. Soddisfatto dell'andamento dei lavori di messa in sicurezza degli argini del Serchio è il presidente della Provincia Stefano Baccelli, presente a un sopralluogo sul Serchio con l'assessore alla protezione civile Diego Santi e il dirigente del Settore Difesa del Suolo Gennarino Costabile. “All'indomani dell'alluvione del 2009 - spiega Baccelli - non c'era un euro per intervenire per la sicurezza del fiume. Da allora sono stati realizzati interventi per 17,9 milioni di euro. Gli argini non venivano toccati dai tempi del Nottolini e senza timore di essere smentito posso dire che si tratta dell'intervento di difesa del suolo più importante della storia recente a Lucca e in provincia”. D'accordo anche il dirigente Costabile secondo cui con questi interventi si concludono i lavori "nelle parti più a rischio del tratto lucchese del fiume Serchio, dopo quelli a valle nella zona colpita dall'alluvione del 2009".
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