Il Tirreno

Lucca

In 5 minuti la gang svaligia la ditta Bacar

di Luca Tronchetti
In 5 minuti la gang svaligia la ditta Bacar

Cinque banditi mascherati assaltano il magazzino e s’impossessano di mole, saldatori e trapani per oltre 25mila euro

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ALTOPASCIO. Non bastano le telecamere della video sorveglianza, il sistema d’allarme collegato con un istituto di polizia privata, le due nuove inferriate sistemate all’ingresso del magazzino, chiavi e lucchetti vari sistemati ovunque. Dopo il colpo progettato nel maggio scorso dai banditi e andato a vuoto i soci della Bacar srl di Badia Pozzeveri, azienda fondata nel 1948 da Silvio Baldacci e leader nel settore degli utensili e prodotti per l’industria, hanno speso altri 10mila euro per rafforzare i sistemi di difesa passiva della ditta. Tutto inutile. Perché in cinque minuti un commando composto da cinque persone - incappucciate e con i guanti per evitare di lasciare impronte digitali - ha svaligiato il magazzino in località Carbonaia impossessandosi di demolitori da 7-800 euro l’uno, di mole da 2-300 euro e poi ancora di trapani, avvitatori e saldatori delle marche più prestigiose. Un colpo fruttato, stando alle prime stime (l’inventario completo non è ancora stilato), oltre 25mila euro. Merce caricata su un ’auto o un furgone che si è allontanato nella notte con un vantaggio di due minuti dalla pattuglia dei carabinieri e dall’auto dei metronotte precipitatesi in zona non appena il sistema d’allarme è entrato in azione. «Non abbiamo niente da rimproverare alle forze dell’ordine. - dice uno dei soci della Bacar srl - Sono stati velocissimi e anche noi siamo arrivati sul posto a tempo di record. Ma siamo di fronte a professionisti del crimine che hanno calcolato tutto al centesimo di secondo per evitare di incrociare le forze dell’ordine». Il 25 maggio scorso, quando i malviventi furono costretti a abbandonare la refurtiva all’interno del deposito e a fuggire attraverso i campi incolti, la gang era composta da quattro persone che non riuscirono a portare a compimento il furto. Aumentando di un componente hanno abbreviato i tempi ottenendo ciò che volevano.

Cancello forzato. La banda è entrata in azione verso le 2 di notte. Hanno forzato il motore di traino del cancello che porta al piazzale della ditta e una volta all’interno hanno distrutto, forse proprio con l’auto o il furgoncino con cui sono arrivati, la vetrage antisfondamento all’ingresso del centro vendita. La sirena antifurto è entrata in funzione, ma i malfattori si sono schierati in modo da passarsi l’un l’altro - come in una catena di montaggio - la merce esposta in vetrina e le scatole con mole e trapani professionali. Dalle immagini registrate dal sistema di telecamere interno si vedono i cinque incappucciati e il tempo impiegato per caricare e fuggire: cinque minuti. E 120 secondi dopo l’arrivo a sirene spiegate dei carabinieri di Altopascio e della polizia privata.

Nuovo sistema antifurto. Adesso alla Bacar stanno pensando di modificare il sistema d’allarme interno: «Per impedire nuovi scempi - sostiene uno dei soci - abbiamo intenzione di dotare il nostro sistema di sicurezza di un impianto in grado di sprigionare del fumo che invade la stanza e impedisce la visuale non appena i soliti ignoti provano a forzare la porta o un infisso della ditta. Altre aziende hanno utilizzato quel tipo di impianto collegato con la sirene antifurto costringendo i malviventi a fuggire senza impossessarsi di un euro»

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