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Lucca

Banda del bancomat, coppia finisce nei guai

Banda del bancomat, coppia finisce nei guai

Accusati di aver fornito all’organizzazione l’auto per i colpi sono stati sottoposti all’obbligo di dimora

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LUCCA. C’è anche una coppia di lucchesi - lui 41 anni, lei 36, residenti a S. Anna - tra gli undici appartenenti a una gang accusata di assaltare con esplosivi i bancomat del Nord Italia. Nei loro confronti è scattata la misura cautelare dell’obbligo di dimora notificata ieri mattina dai carabinieri della stazione di San Concordio. Il motivo? Stando alla procura di Padova - che ha diretto l’inchiesta svolta dai carabinieri del nucleo investigativo della città veneta - l’operaio lucchese con la complicità della compagna si sarebbe intestato l’auto poi utilizzata, con l’applicazione di targhe false, dall’organizzazione per compiere assalti agli sportelli Atm degli istituti di credito - ben 21 - dislocati nelle province di Padova, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Ravenna, Udine e Verona per un danno complessivo che i carabinieri stimano in 2 milioni.

Passo falso. Stando agli inquirenti il quarantunenne di S. Anna si sarebbe tradito andando alla caserma dei carabinieri di San Concordio il giorno della cattura dei fratelli Goran e Erik Malacarne, ritenuti i capi dell’organizzazione e arrestati dai militari il 15 marzo scorso dopo un colpo messo a segno all’agenzia della Cassa di Risparmio di Ravenna a Pisignano. Il motivo? Denunciare il furto della sua auto. Una denuncia fittizia formalizzata per coprire la verità su quella macchina di grossa cilindrata. Non sapeva che i carabinieri stavano intercettando i capi dell’organizzazione e quindi avevano ascoltato la telefonata intercorsa tra un componente la banda del bancomat e il quarantunenne di S. Anna sull’opportunità di denunciare il furto della macchina dopo la cattura dei fratelli Malacarne. Probabilmente in cambio di quella copertura la coppia lucchese ha ricevuto un compenso. Al momento non risultano legami tra la gang smantellata dai militari di Padova e alcuni colpi con l’utilizzo di acetilene o esplosivo avvenuti in Lucchesia e nella Piana.

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