La manifestazione
Da Lammari all’Area 51 negli Usa
Alessandro Bullentini ha costruito una fortuna ed è il falegname che realizza i casinò più belli
LUCCA. Gli amici lo chiamano il “Re di Las Vegas” o “La volpe del deserto”. Di certo è un imprenditore di successo che ha firmato la costruzione di importanti casinò, banche, edifici privati e pubblici ed è uno tra i pochi imprenditori al mondo ad aver lavorato all’interno dell’”Area 51,” una delle basi militari più segrete al mondo situata nel deserto del Nevada e che ha legato il suo nome all’ufologia.
Si tratta di Alessandro Bullentini, 68 anni, nato a Lammari e emigrato a Carson City (capitale dello stato del Nevada) all’età di 17 anni insieme alla famiglia. Dopo la gavetta (ha fatto diversi lavori) e le scuole superiori per imparare l’inglese, Bullentini ha iniziato a lavorare alla Sargent Showcase, azienda specializzata nella lavorazione del legno e dell’arredamento. Sveglio e dinamico, si è introdotto o bene nel nuovo lavoro ricoprendo ruoli importanti all’interno della ditta. Posizione che gli ha permesso di conoscere persone nel settore dell’industria e delle banche. Poi la decisione di aprire una propria attività nel settore degli arredi interni. È stato subito un successo. E con il lavoro è arrivato anche l’amore. Alessandro si è sposato con Cathy e dal loro matrimonio sono nati tre figli - Gino di 38 anni e i gemelli Alberto e Rinaldo di 35 - che lavorano nell’azienda di famiglia. La B&B C Cabinets & Millwork,Inc che da lavoro a circa 50 operai.
«La nostra azienda - tiene a sottolineare Alessandro Bullentini - è all’avanguardia grazie all’altissima tecnologia che si concilia molto bene con l’abilità degli artigiani. Compriamo tutti i macchinari in Italia, perché sono considerati i migliori al mondo e in questo settore abbiamo investito diversi milioni di dollari».
Il piccolo falegname è anche un abile intarsiatore, realizza pezzi pregiati e tutti lo cercano. Riesce ad aggiudicarsi appalti milionari nella costruzione di casinò che oggi sono il simbolo delle città di Las Vegas, Reno, Carson City e di altri centri del Nevada e della California. Portano la sua firma la costruzione dei casinò Circus Circus, Hilton Las Svegas, Frontier, Caesar Palace e molti altri. Ha realizzato i lavori per istituti bancari, ospedali e importanti multi nazionali. Lo stato del Nevada ha affidato a Bullentini il resturo della chiesa di St. Mary costruita dagli italiani negli anni della corsa all’oro (Gold rush nel 1849)
. Un restauro fatto con il cuore e la professionalità di un artista consapevole di riportare al suo antico splendore uno dei monumenti più belli della Sierra Nevada. E Bullentini ha lavorato all’interno dell’”Area 51” per realizzare gli uffici di comando, da dove i militari controllano tutte le operazioni militari, dai lanci dei missili agli esperimenti realizzati dalle forze armate americane.
«Lavorare in quella questa base è stata un’esperienza unica. Eravamo legati da un contratto che ci vincolava e vincola alla massima segretezza. Nell’Area 51 vengono addestrati i TopGun il fiore all’occhiello dell’aeronautica americana e lì è nato l’aereo F117 Nighthawh, meglio conosciuto come l’aereo invisibile. Nonostante il successo economico e sociale raggiunto, non mi sono mai montato la testa. Sono rimasto il ragazzo semplice, il piccino di bottega, che ha mosso i primi passi all’interno di una piccola falegnameria a Lammari, dove ho appreso l’arte di conoscere e lavorare il legno. Una sorta di Geppetto, che invece di costruire un burattino ha dato vita ad alcune delle costruzioni tra le più conosciute e ammirate al mondo».
Alessandro Bullentini torna spesso a Lucca con la famiglia a trovare i numerosi parenti. Quest’anno è stato premiato con una medaglia d’oro dalla Camera di Commercio. La famiglia Bullentini vive nella sua villa alla periferia di Carson City, immersa nel verde delle foreste della Sierra Nevada. Un grande parco, una grande piscina, dove Alessandro è solito invitare sempre decine di amici preparando piatti lucchesi. Anche questo vuol dire amare e fare amare Lucca.
Domenico Tani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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