Proteste
In tv una Lucca solo comprimaria
Immagini fugaci della città dalle telecamere Rai. Tiepida la partecipazione del pubblico, si è visto soltanto uno striscione
LUCCA. Zoom ripetuti su piazza Anfiteatro, col sole (immagini di archivio) e sotto la pioggia (immagini in diretta). Scorci del centro storico (sempre immagini di archivio), carrellata sui principali monumenti, sul sarcofago di Ilaria Del Carretto. E piazza San Michele, con la chiesa sovrastata dal suo angelo guerriero, anche questa ritratta in immagini di archivio e sotto la pioggia, come era ieri mattina. Cartoline del centro lucchese, ma in veloce scorrimento, intercalate da commenti del cronista sulla bellezza della città. «Lucca è splendida davvero», «Lucca è un gioiello della Toscana», «le meraviglie di Lucca». Attimi fugaci prima dell’inizio della corsa in piazza Grande.
Lucca è stata poco protagonista - al contrario degli auspici in cui tanti confidavano - della diretta televisiva di Rai 2 sport dei Mondiali di ciclismo, iniziata ieri alle 9,30. Comprimaria, piuttosto, della regina indiscussa che è stata Firenze. Del resto anche lo spot dei Mondiali che ha preceduto la diretta, immagini di Lucca non ne ha regalate.
Anche la pre-partenza da piazza Napoleone è stata scarsamente valorizzata dalle telecamere. Che potevano fermarcisi di più, per raccontare l’attesa, l’entusiasmo, la fibrillazione, quel pathos che circonda, causa forza maggiore, un evento che in una città capita davvero di rado.
Sulle Mura, mentre il gruppo dei 208 aspiranti campioni ne attraversava il tratto trasformato in circuito, più che le telecamere il commento si è soffermato con maggiore attenzione, raccontando di quando furono edificate e modificate, sulla natura difensiva della loro costruzione. Un elogio è arrivato: quello per le strade perfette, «con l’asfalto tutto rifatto» che ha avuto un ruolo importante per la sicurezza dei ciclisti.
L’immagine più bella, per chi ha seguito la corsa in televisione, quella dell’uscita da Porta Elisa, restaurata di fresco con tanto di bandiere al vento.
Ma se da una parte l’obiettivo delle telecamere ha raccontato una città indubbiamente bella ma in modo molto fugace, dall’altra anche la partecipazione della cittadinanza all’evento non ha colpito lo spettatore televisivo. Maggiore concentrazione in piazza Grande, scarsa lungo i parapetti del circuito sulle Mura, poco affollata a Porta Elisa. Si è visto uno striscione solo, fuori da quest’ultima porta. Niente strisce iridate, nessun cartello che incitasse se non un corridore, almeno la Nazionale. Tutt’altra partecipazione di quella che invece hanno dato piccoli centri a ridosso della Lucchesia, come San Baronto nel Pistoiese, il cui striscione con l’enorme scia iridata e la sagoma del ciclista alla fine, è stata ripetutamente inquadrata e proposta al pubblico a casa.
In proporzione, più spazio è stato dato a un centro come Montecarlo, inquadrato dalla strada e dall’alto, con la sua fortezza e i vigneti che abbracciano il centro storico. Il cronista ne ha ricordato sinteticamente la storia. Lungo la strada, la gente che assisteva al passaggio dei campioni sotto la pioggia. E così non è stato tralasciata neanche Porcari, che ha ospitato il Mondiale per un tratto molto più limitato rispetto a Lucca. Ma era la partecipazione che colpiva, la gente assiepata lungo la strada per vedere uno spettacolo inconsueto.
SERVIZI DA PAG. 22 A PAG. 25
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
