Il Tirreno

Lucca

Una folla per Gino Strada che abbraccia il vescovo

di Rossella Lucchesi
Una folla per Gino Strada che abbraccia il vescovo

Il fondatore di Emergency ha chiesto di far uscire il privato dalla sanità Fra i tanti nella chiesa dei Servi anche il presidente della Provincia Baccelli

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LUCCA. Ha parlato per due ore in una chiesa dei Servi gremita di gente che ha ascoltato il suo intervento in un silenzio “religioso”, interrotto da applausi scroscianti. E alla fine ha ricevuto anche l’abbraccio del vescovo Italo Castellani che ha pubblicamente appoggiato le sue teorie e i suoi progetti.

Politica internazionale, impegno civile, ma soprattutto diritto alla salute e alla vita. Questi i temi affrontati venerdì da Gino Strada nell’incontro con una platea letteralmente rapita dal carisma e dal fascino di colui che da quasi vent’anni combatte per i diritti umani. A partire dalla salute.

«Un diritto per tutti, a prescindere da fede religiosa e colori politici» ha detto il fondatore di Emergency amareggiato dall’indifferenza dei potenti nei confronti delle fasce più deboli. «Cure e prestazioni sanitarie, aggiunge, dovrebbero essere gratuite e non uno strumento di guadagno di chi già percepisce lo stipendio o le sovvenzioni. Invece si pensa solo profitto che cade nelle tasche di chi specula sulla vita di coloro che magari devono rinunciare a mangiare per curarsi e in molti casi, a esercitare i propri diritti perché manca il denaro per pagare il ticket». Un dramma umano che sta molto a cuore al medico di Emergency, ripreso anche dal presidente della Provincia Stefano Baccelli nel suo intervento a sostegno del diritto alla salute e all’assistenza. Altrimenti, afferma, diventa un privilegio, mentre gli strati sociali più deboli ne pagano le conseguenze. Talvolta con la vita. «Una vergogna per un Paese civile come il nostro, prosegue Strada, nel quale pensavamo di rivolgere le nostre strutture ospedaliere agli emigrati, mentre invece oggi sono circa 9,5 milioni i pazienti italiani che chiedono il nostro aiuto, perché impossibilitati a rivolgersi alla sanità nazionale».

Per il medico di Emergency si tratta di una sconfitta per il nostro sistema politico che «sembra aver dimenticato i valori della vita. Come testimoniano le guerre in corso nel mondo, alle quali il 92% del Parlamento italiano ha dato il consenso, ma non solo, continua a fornire armi, spendendo milioni di euro che potrebbero servire per salvare la vita di migliaia di persone, anziché toglierla» E qui è calato un silenzio pesante, mentre scorrevano immagini raccapriccianti di bambini colpiti dalle mine antiuomo. «Uno Stato civile è quello che ripudia la guerra, ha concluso Gino Strada lanciando un appello a Lucca, città notoriamente votata al volontariato e bacino di risorse infinite».

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