Il Tirreno

Lucca

Storia di bici fra gioia e dolore Ladri acciuffati, madre in lacrime

di Barbara Antoni
Storia di bici fra gioia e dolore Ladri acciuffati, madre in lacrime

Un poliziotto fuori servizio nota i due individui e dà l’allarme, la volante arriva e li ferma In questura si presenta un anziano, proprietario di uno dei mezzi rubati: «Ringrazio gli agenti»

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LUCCA. Rubano due biciclette in un cortile di San Concordio ma sono letteralmente visti e acciuffati dalla polizia. Trentaquattro anni uno, 36 l’altro, entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio. Poche ore dopo in questura si presenta, con il figlio, un signore di 86 anni, infuriato perché qualcuno gli ha rubato la bici dal cortile di casa a San Concordio. È una semplice bici, ma per un pensionato come lui significa tanto: è un mezzo di trasporto e un oggetto di affezione. La riconosce all’istante tra le due recuperate poco prima che l’agente gli mostra. L’anziano, che si chiama Giovanni Parducci, esulta di gioia, ringrazia l’agente e torna a casa in sella alla sua bici.

Quasi in contemporanea in questura si presenta anche una signora, disperata. È la mamma di uno dei due ladri di biciclette, quello di 36 anni, e cerca il figlio. Lo cerca proprio in quegli uffici in via Cavour: ha saputo che la polizia lo ha sorpreso a rubare e lo ha portato con sé. Una mamma coraggio, ma affranta e stanca. Piange quando entra in questura. Lei fa l’ambulante, lavora per pagare i debiti e i danni causati dal figlio sbandato, che non ha un’occupazione. Lei vorrebbe ma non può assumerlo come aiutante nella sua piccola impresa perché fare le cose in regole costerebbe una cifra sui millecinquecento euro. Ed è questa una cifra che - con i tempi e la crisi - non può permettersi.

Storie di ordinaria povertà che ogni giorno si presentano agli occhi degli agenti della polizia di Stato e che gli stessi agenti hanno il compito di trattare, con grande delicatezza e umanità. E questa volta succede tutto intorno a una bicicletta. Un veicolo banale, comunissimo, che diventa suo malgrado protagonista di storie dal retrogusto amaro, oggi come nell’Italia del Dopoguerra, l’epoca neorealista raccontata in tanti film, uno dei quali - ironia della sorte - è l’indimenticabile “Ladri di biciclette”.

Il furto compiuto dai due giovani sventurati, la gioia dell’anziano derubato che ritrova la sua bici (e che poi, attraverso Il Tirreno, ringrazia pubblicamente «il personale della questura per avere prontamente ritrovato la bicicletta che gli era stata rubata presso la propria abitazione in via della Bastia 135 a San Concordio»), la mamma che piange per il figlio che ha rubato.

Difficile immaginare tanti retroscena per quell’agente della questura che, fuori servizio, in auto col figlio, l’altro pomeriggio verso le 16,30 ha notato due individui camminare per le vie del quartiere di San Concordio. Era alla guida della sua auto, ferma in coda. La sua attenzione è stata attirata dai due che, passando davanti alle case, entravano nei cortili e uscivano subito, forse alla ricerca di una porta lasciata aperta o facile da forzare.

L’agente ha informato la sala operativa della questura, che ha immediatamente inviato sul posto una volante, servizio coordinato dal vice questore aggiunto dottor Leonardo Leone. Prima che arrivasse, i due sono stati visti uscire da una traversa di via Nottolini in sella a due biciclette.

Il poliziotto, ancora a bordo della sua auto col figlio, ha seguito i due fino all’arrivo della volante che li ha bloccati e accompagnati in questura. I due sono stati identificati. Il più giovane, 34 anni, è nato e risiede a Pescia; l’altro, il 36enne, è lucchese. Entrambi hanno confessato di aver rubato le bici nei cortili di due diversi condomini a San Concordio ma di non essere in grado di ricordare con precisione quali. Entrambi sono stati denunciati per il furto delle biciclette e quello residente a Pescia è stato munito di foglio di via obbligatorio con rimpatrio a Pescia. Le due bici provento di furto sono state portate in questura in attesa che i proprietari ne denunciassero il furto. Una ha ritrovato il suo legittimo proprietario. I poliziotti auspicano di poter presto restituire anche l’altra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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