Attenzione
Effetti della crisi, tanti si rivolgono al Centro del riuso
Ora anche i cittadini italiani vanno a Lammari a cercare mobili, elettrodomestici, utensili per la casa
LAMMARI. Sempre più italiani e, come sempre, molti immigrati tra gli utenti che si rivolgono al centro del riuso di Lammari, gestito dalla onlus “La Bisaccia” in convenzione con la Caritas in collaborazione con il Comune di Capannori. Negli ultimi sette mesi sono state 923 le visite degli utenti, per un totale di 477 persone, 308 in più rispetto al 2012.
Cifre che fanno capire quante siano le famiglie, che siano stranieri o italiani ha poca importanza, stanno affrontando difficoltà economiche, famiglie che difficilmente riuscirebbero ad acquistare in un normale negozio gli oggetti che trovano al centro. Due stanze piene di vestiti, mobili, giochi, passeggini e poi un capannone con sedie, tavoli, letti, materassi, divani, armadi, televisori. Il centro, aperto nell’ottobre del 2011 accanto alla stazione ecologica di Lammari, da due anni non conosce sosta.
Moltissimi i cittadini, non solo di Capannori, ma anche dei comuni limitrofi, che vi portano oggetti usati, ma in buone condizioni e ancora utilizzabili. I volontari (in totale una trentina) catalogano, aggiustano, ordinano, organizzano e, infine, distribuiscono oggetti di ogni genere e preparano le schede degli utenti che si presentano all’accettazione, così da regolare l’uscita di vestiario e altro e assicurare che tutti possano ricevere il necessario.
«Non ci sono dubbi che ci sia stato un sensibile aumento degli utenti – spiega Valeriano Gaddini, responsabile del gruppo che organizza la distribuzione di vestiario e biancheria – Ogni famiglia ha una sua scheda e distribuiamo cinque oggetti o capi per componente del nucleo familiare, una volta al mese, e devo dire che sono sempre molti quelli che si presentano. Molti immigrati, ma anche italiani».
Durante l’ultima giornata dedicata alla distribuzione, infatti, gli italiani sono stati cinque. Molti, rispetto alla media dei mesi precedenti. Si tratta soprattutto di persone che non hanno più un lavoro e, quindi, reddito fisso e che faticano a mettere insieme i soldi necessari a comprare l’essenziale. Tra gli immigrati, prevalgono i magrebini, ma non manca chi arriva dall’Europa dell’est.
Sono soprattutto uomini quelli che si presentano al centro, ma da qualche tempo a questa parte c’è qualche donna, che magari sceglie vestiario per bambini e altri oggetti utili per la casa, a cominciare dalla biancheria.
«Sì, la biancheria è sicuramente tra gli articoli che distribuiamo con più frequenza – prosegue Gaddini – Tovaglie, lenzuola, copriletto, coperte. Gli utenti cercano anche maglie pesanti, giacconi e coperte per l’inverno».
Chi ha famiglia chiede anche passeggini, seggiolini per l’auto a tutto quello che può essere necessario a un bambino. «Abbiamo calcolato che da gennaio a luglio sono stati distribuiti circa 13mila chilogrammi tra biancheria, vestiario e scarpe – aggiunge Gaddini – C’è poi tutta la partita relativa alla mobilia e anche di questa abbiamo il magazzino pieno». Molta solidarietà, dunque, da parte dei capannoresi e non solo e una nuova coscienza basata sul riutilizzo, piuttosto che sul cestinare tutto quello che non serve più.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google