Proteste
Il S. Luca nasce piccolo ma sarà più efficiente
L’omogeneità fra i vari servizi punto di forza della struttura di S. Filippo Il secondo piano dedicato alla chirurgia, con 13 sale e 94 posti letto
LUCCA. Un ospedale nuovo che nasce troppo piccolo, già vecchio rispetto agli standard attuali: 110 metri quadrati a posto letto al San Luca, contro i 130 del progetto nuovo ospedale di Livorno. Quasi il 20% di differenza, che non è poco, anzi è molto, a livello di agibilità, servizi, comfort. Ma è con questo nuovo ospedale, quello in fase di rifinitura a San Filippo che bisogna fare i conti, e Il Tirreno lo ha visitato interamente per capire quello che aspetta la popolazione a partire dal 1° febbraio del prossimo anno, quando il San Luca entrerà in funzione.
Si tratta di una struttura compatta, articolata su quattro piani, come già si sapeva, che si presenta estremamente omogenea per quanto riguarda l’organizzazione. Con un unico neo: la medicina d’urgenza, che si trova al primo piano, ma dalla parte opposta rispetto al pronto soccorso, che ovviamente è ubicato al piano terra. L’omogeneità favorirà le varie attività e questo è sicuramente un punto di forza della nuova struttura e soprattutto si pone fine al triste fenomeno delle ambulanze che al Campo di Marte vengono utilizzate – a esempio - per trasportare i malati da un reparto alla radiologia, alla risonanza o comunque sia a servizi ubicati in padiglioni diversi rispetto a quello del ricovero.
Una novità importante è anche il doppio corridoio: quello riservato ai visitatori e quello al personale, che garantirà più sicurezza e più tutela ai malati.
Vediamo come è strutturato il San Luca.
Il piano terra. E’ il cuore pulsante del nuovo ospedale. Al di là dell’accoglienza, del punto informazioni, ospita alla sinistra dell’ingresso tutta la grande area degli ambulatori polispecialistici, che sono 30 più quattro di chirurgia ambulatoriale. Ambienti non troppo grandi ma che si spera funzionali, mentre qualche problema in più ci potrà essere per i pazienti in attesa, dato che gli spazi – e di conseguenza la sedie - non sembrano così ampie, ricavati come sono nelle nicchie dei corridoi.
Sul lato destro c’è invece la dialisi (37 letti), a cui i pazienti possono accedere anche da un ingresso separato che si affaccia su un’area di sosta esterna riservata. Le camere sono a sei letti. Nei pressi della dialisi l’area di degenza di psichiatria (12 letti), mentre dalla parte opposta all’ingresso riservato al pubblico, quindi sul lato che si affaccia verso via Piaggia, si trova il pronto soccorso, collegato direttamente alla piazzola per l’elisoccorso.
Il pronto soccorso. L’area del pronto soccorso è obiettivamente vasta, con una lacuna non da poco: le limitate dimensioni della sala d’attesa. Cui si spera di ovviare con le salette di attesa interne, per i pazienti che aspettano di essere visitati. In ogni caso il pronto soccorso dispone di due emergemcy room, per gestire due situazioni critiche in contemporanea, quattro ambulatori per i codici bianchi, dieci posti per i pazienti barellati e un’area radiologica con due macchine di diagnostica tradizionale e una Tac. A fianco c’è l’area di osservazione breve intensiva (20 letti), che dispone di camere a 4 e 2 letti, oltre a una camera 1 letto. Sempre al piano terra c’è il polo radiologico, con i tre bunker per le attrezzature pesanti, dalla tomoterapia all’acceleratore lineare, il centro trasfusionale e il polo ortopedico. C’è un dato che è significativo: il San Luca potrà disporre di 9 nuove grandi apparecchiature e di altre 900 attrezzature nuove.
Il primo piano. E’ qui che ci sono le novità maggiori, rispetto all’ospedale a padiglioni, dato che ospita anche i locali, otto, per le attività commerciali. Non ci sarà quindi più bisogno di uscire dall’ospedale per prendere un caffè, comprare un giornale o un pigiama o lo spazzolino. Previsti anche due sale per il culto: una tradizionale e la seconda per altre religioni. Qui c’è anche la mensa, con l’area per i tavoli e il bancone per il servizio, mentre invece la cucina si trova nell’edificio più piccolo, attiguo. Circostanza che comporterà la necessità di trasferire le vivande con il sistema di trasporto meccanizzato.
Per quanto riguarda le attività sanitarie il primo piano si caratterizza per tre funzioni: una è la medicina di urgenza, come già detto; la seconda è il day hospital oncologico, la terza è il dipartimento materno infantile, che appare molto ben organizzato, con il blocco parto e la terapia subintensiva neonatale. Quattro le sale parto, sei le sale travaglio, di cui una per il parto in acqua, una sala è riservata al parto naturale.
A questo livello si trovano anche il Cord e la direzione ospedaliera.
Il secondo piano. E’ il regno dell’attività chirurgica. A partire dai 34 posti di day surgery direttamente collegati a tre sale operatorie, per velocizzare gli interventi con la riduzione dei tempi legati al trasferimento dei pazienti.
Le sale operatorie complessivamente sono 14, due le attrezzature passamalati, per pazienti in entrata e in uscita. Molto ampia, luminosa, l’area della terapia intensiva con 14 postazioni. A questo piano si trovano anche il reparto di malattie infettive (l’unico per ceti versi a mantenere la sua specificità), l’emodinamica, con due angiografi, la banca delle cornee, la centrale di sterilizzazione. Vale la pena ricordare che tutta l’attività legata alla preospedalizzazione sarà mantenuta al Campo di Marte, proprio per evitare inutili accessi alla nuova struttura.
Il terzo piano. E’ quello che presenta meno complessità. Ospita infatti le degenze ordinarie del dipartimento medico e oncologico. Tutte camere a due letti, con bagno. Qui ci sono anche altri locali della direzione ospedaliera e gli studi dei medici. E’ proprio questo il piano che verrà attrezzato per primo. Si sta per iniziare a sistemare gli arredi, a partire dai letti, secondo una tabella che deve essere necessariamente rispettata per garantire l’apertura del 1° febbraio.
Il tetto. Sulla copertura sono stati collocati pannelli solari in grado di fornire 50 kilowatt: una goccia nel mare di un ospedale che ha bisogno invece di 4mila kw. Il gigante consuma.
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