Sicurezza
Detective picchiato dall’esorcista
Investigatore lucchese si finge posseduto dal demonio per smascherare un parroco manesco
LUCCA. “Vade retro Satana! Vattene demonio infernale!”. E giù testate e ceffoni sul povero sventurato che si finge indemoniato. E’ così che un prete esorcista - che riceve decine di fedeli in una chiesa che si trova tra Lucca e la Valdinievole - scaccia il demone che alberga dentro le persone che chiedono il suo aiuto. A rivelarlo è stata martedì sera poco dopo la mezzanotte la popolare trasmissione «Le Iene» in onda su Italia Uno. A realizzare il complesso servizio giornalistico è stato Renato Bianchi, della Bianchi investigazioni che ha i suoi uffici in via di Tiglio all’Arancio e che da anni collabora con il popolare programma sulle reti Mediaset. «Non posso rivelare ne il nome del sacerdote nè la chiesa dove si svolgono le funzioni dell’esorcista. Quello che posso dire è che sono numerose le famiglie che si rivolgono a questo parroco per avere un aiuto. Tutta gente che arriva prevalentemente dalla Lucchesia, la zona di Pistoia e del Pisano. Genitori disperati che hanno figli o parenti con gravissime patologie. Dopo avere consultato medici e specialisti senza successo, si rivolgono a qualche esorcista con la speranza che attraverso la preghiera e la fede il proprio caro si possa liberare da quello che comunemente viene definito un indemoniato». Il caso emerge dalla denuncia della madre di un bimbo autistico di 7 anni che per due era stato «curato» dall’esorcista che sosteneva come Lucifero si fosse impossessato del loro bimbo. Ma questa volta stando a quanto emerso dal servizio giornalistico, condito sapientemente con commenti satirici, sembra che tra una benedizione e una preghiera ci siano stati alcuni ceffoni di troppo e qualche testata fuori luogo. L’inchiesta dell’investigatore lucchese ha richiesto giorni di sopralluoghi, interviste ai fedeli in attesa di essere ricevuti in chiesa, permettendo di acquisire testimonianze importanti. «Parlando con queste persone – racconta Bianchi – ho capito che molte di loro sono sostenute da una forte fede, altre sono più scettiche, ma sempre molto motivate, perché in questi casi a prevalere è sempre la speranza». Il servizio è stato curato nei minimi dettagli, con l’installazione di micro telecamere e microfoni che hanno permesso di riprendere nella sua interezza tutto l’esorcismo. La spalla dell’investigatore privato è stata una attrice che si è finta sua sorella, accompagnandolo nella chiesa e spiegando al sacerdote che suo fratello soffriva di una grave depressione. Aveva quasi smesso di parlare, non usciva di casa. La depressione lo aveva reso come in uno stato vegetale. Il sacerdote dopo avere indossato i paramenti sacri ha iniziato una serie di preghiere e successivamente ha iniziato ad inveire contro il demone invitandolo ad andarsene dal corpo dell’uomo. Ottima l’interpretazione scenica di Bianchi che non ha tradito emozione di fronte all’irruenza dell’esorcista. Neppure quando lo ha colpito più volte con alcune testate e ceffoni facendogli cadere gli occhiali. E’ sempre rimasto come in uno stato di trance, come incapace di reagire. Alla domanda se i ceffoni dell’esorcista avessero fatto fuggire il demone che era in lui ha risposto: «Non so quanto il demonio si sia spaventato. Sicuramente le testate e i ceffoni le ho percepite molto bene».
Domenico Tani
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