Proteste
Chiesto il dissequestro del “Gastone”
LUCCA. Nelle prossime ore l’osteria Gastone in corso Garibaldi potrebbe essere dissequestrata dal giudice. Ieri mattina l’avvocato Andrea Da Prato - legale di Ilaria Gagliardi, titolare del...
LUCCA. Nelle prossime ore l’osteria Gastone in corso Garibaldi potrebbe essere dissequestrata dal giudice. Ieri mattina l’avvocato Andrea Da Prato - legale di Ilaria Gagliardi, titolare del ristorante - ha presentato la richiesta di restituzione dei locali per effettuare i lavori richiesti dall’Arpat che poi si riassumono nell’installazione - peraltro già prevista con tanto di inizio lavori datato 20 agosto - di pannelli isolanti acquistati da una ditta di Milano che al momento della consegna era chiusa per ferie tanto che i pannelli sono stati recapitati a settembre inoltrato. La titolare del ristorante - che in occasione della partenza del mondiale di ciclismo aveva ricevuto numerose prenotazioni - confida nell’operato della magistratura, ma si sente perseguitata dall’autore dell’esposto: «Ne ha presentati 47 dall’inizio della nostra attività di ristorazione un anno e mezzo fa. - racconta - Abbiamo ottenuto le autorizzazioni dalle autorità competenti e nonostante controlli e verifiche dei vigili non sono state riscontrate irregolarità. Gli esposti sono continuati ad arrivare sino a luglio quando il magistrato ci ha voluto interrogare e ci ha fatto presente che occorreva mettere un pannello insonorizzante perché c’era uno sforamento di tre decibel. Abbiamo dato incarico a un professionista per effettuare i lavori e per un certo periodo non abbiamo potuto fare l’accesso ai luoghi per il divieto del proprietario dell’appartamento. Ottenuta non senza difficoltà l’autorizzazione il nostro professionista si è accorto che il muro divisorio non era, come avrebbe dovuto essere, di 40 centimetri, ma di 10 perché il padrone di casa aveva omesso di dire che lì c’era una libreria scavata. Con il signor Bimbi eravamo arrivati a un accordo e noi i lavori li avremmo fatti. Questo sequestro ci ha lasciato esterrefatti. Oltretutto siamo stati costretti a lasciare a casa tre dipendenti».
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