La manifestazione
Sel: «Controlli più severi sulle biomasse»
Mozione in commissione ambiente per chiedere l’obbligatorietà della valutazione di impatto
BAGNI DI LUCCA. Sarà presentata questa mattina, durante la seduta della commissione ambiente provinciale, la mozione promossa da Sel riguardante la scottante questione delle centrali a biomasse sul territorio lucchese. Il documento, redatto dal consigliere Paolo Barsanti, sarà sottoposto a tutte le forze politiche presenti in seduta affinché lo votino e, in caso di esito positivo, lo inoltrino al Consiglio provinciale quale posizione ufficiale della Commissione.
«Chiediamo – scrive Barsanti nella mozione – che tutti i progetti di impianti a biomasse, a partire da quello denominato Alce (previsto nel Comune di Bagni di Lucca), di potenza termica superiore a 1 Megawatt, o che comunque non prevedano il consumo diretto dell'energia termica o elettrica prodotta da parte dei cittadini dei territori dove insistono tali impianti, debbano essere sottoposti alla procedura di Valutazione d’impatto ambientale».
Barsanti chiede inoltre «che tutti gli impianti a biomasse in fase di costruzione o già funzionanti siano sottoposti a controlli periodici più severi da parte degli enti preposti relativamente al rispetto delle normative sui combustibili e che gli uffici competenti dell'Asl, dell'Arpat e degli enti locali svolgano controlli più severi su tutti gli impianti già in funzione relativamente ai limiti delle emissioni nell'ambiente».
Tutto questo, spiega la mozione, suffragato dalla Direttiva Aria 2008/50/CE con cui la Commissione Europea «ha chiesto alle autorità italiane misure di attenuazione delle autorizzazioni alla costruzione di nuovi impianti a biomasse perché – prosegue Sel – è stato verificato che in molte regioni e province nuovi impianti sono stati autorizzati in aree fortemente inquinate da preesistenti insediamenti industriali, dove già vengono superati i limiti minimi di emissioni fissati per la protezione della salute umana». Altre motivazioni a sostegno della VIA (per gli impianti di potenza superiore a 1MW) e dell’espletamento di controlli più rigorosi, la presenza «di un quadro normativo poco definito e contraddittorio anche in seguito al varo del decreto sviluppo del 10 settembre 2010», la mancanza del PAER che rende impossibile «per le singole province fare una razionale e seria programmazione della produzione energetica da Fer (fonti energetiche rinnovabili) ed infine l’esistenza del principio di precauzione “ispiratore di buon governo nella difesa di interessi e dei beni comuni come la salute umana, la natura, il paesaggio, le foreste, gli animali e l'equilibrio climatico».
La mozione, come suddetto, sarà vagliata dalla Commissione Ambiente, riunita in seduta pubblica a Palazzo Ducale, dalle ore 9.30 in poi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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