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Lucca

Sgominata la banda che ruba sulle auto

Sgominata la banda che ruba sulle auto

Quattro nomadi arrestati e due indagati per una cinquantina di colpi sulle macchine di turisti in sosta nel parco fluviale

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LUCCA. Ripulivano le auto in sosta nel parco fluviale - specie quelle di turisti provenienti da mezza Europa per ammirare le bellezze del centro storico e della periferia - sfondando il lunotto termico o forzando gli sportelli per impossessarsi di macchine fotografiche, videocamere, cellulari, occhiali da sole, soldi ma anche giacconi e capi di abbigliamento di marca lasciati all’interno delle vetture. Un’attività redditizia condotta da una famiglia di nomadi di etnia sinti. La gang è stata smantellata dalla squadra Mobile diretta dal commissario Virgilio Russo grazie anche all’intuizione di un poliziotto della sezione reati contro il patrimonio che in borghese e libero dal servizio mentre pedalava in sella alla sua mountain bike lungo il sentiero del parco fluviale era riuscito a sventare un furto su un’auto in sosta che due componenti della banda si apprestavano a compiere. I due nomadi, per dispetto, non essendosi accorti che il ciclista era un poliziotto, avevano cercato di investirlo e farlo cadere nel fiume.

Gli arrestati. Su ordine di custodia cautelare chiesto dal pm Fabio Origlio e concesso dal gip Giuseppe Pezzuti sono finiti dietro le sbarre Giuseppe Balestra, 44 anni e Giosué Reinard di 29, entrambi domiciliati in case popolari al «Serpentone» di S. Anna e già arrestati per un furto su una Bmw di turisti olandesi avvenuto il 6 agosto; Roberto Levanovich, 20 anni e Giuseppina Balestra di 22. I primi tre sono rinchiusi nel carcere di S. Giorgio mentre la quarta nel penitenziario don Bosco di Pisa. Denunciati a piede libero altri due componenti del nucleo familiare: Samuele Balestra, 27 anni, domiciliato in via della Scogliera e Melania Balestra, 23 anni.

Poliziotti birdwatching. Per incastrarli la squadra Mobile ha utilizzato pattuglie in borghese su scooter. E soprattutto alcuni poliziotti si sono finti turisti appassionati di birdwatching. Scarpa da ginnastica e macchina fotografica al collo fingevano di immortalare la fauna e la flora del parco mentre in realtà con i teleobbiettivi seguivano le mosse della banda Balestra. Almeno una trentina i colpi loro attribuiti. E dal 6 agosto - giorno degli arresti in flagranza di Giuseppe Balestra Giosué Reinard - non si sono verificati altri furti su auto al parco fluviale. In precedenza i due sinti avevano asportato la borsa dalla autovettura di una delle titolari del ristorante «Da Leo» in centro storico. La refurtiva in entrambi i casi era stata recuperata e restituita.

L’ordinanza. Ieri mattina, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, sono stati arrestati e condotti in carcere tutti i componenti della banda ed effettuate perquisizioni al campo nomadi sistemato nel parco fluviale e alle case del «Serpentone» a S. Anna.

Soddisfazione del questore. Una volta scontata la pena il questore Claudio Cracovia valuterà le necessarie misure di sicurezza da applicare nei confronti della gang per cercare di rendere più difficile anche in futuro la loro azione criminosa. «L’impressionante serialità con cui agivano - dice il questore - è la testimonianza diretta della pericolosità dell’organizzazione familiare. Questa è un’altra risposta di contrasto all’azione della criminalità da parte della squadra Mobile. I cittadini devono sapere che noi non molliamo mai e la loro sicurezza è la cosa che ci sta più a cuore. Questi furti sulle auto in sosta dei turisti non rendevano giustizia alla città e davano un’immagine negativa del territorio»(l.t.)

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