Proteste
Paba in pole position per il piano strutturale
È docente di pianificazione territoriale alla facoltà di architettura di Firenze e la sua proposta è ritenuta la migliore. La firma attesa nei prossimi giorni
LUCCA. L’ufficialità non c’è ancora. Ma il nome del prescelto è chiaro a Palazzo Orsetti. A meno di sconvolgimenti dell’ultima ora sarà il professor Giancarlo Paba, 67 anni, docente di Pianificazione territoriale nella facoltà di Architettura di Firenze il coordinatore del piano strutturale.
La fumata bianca è attesa nei prossimi giorni.
Paba è il favorito perché tra i vari candidati che si sono presentati nell’ufficio del sindaco Alessandro Tambellini è quello che ha presentato la proposta operativa ritenuta più percorribile e concreta, e anche economicamente più vantaggiosa per le casse non certo floride dell’amministrazione comunale. Il compenso è da definire, ma dovrebbe superare i 100mila euro per un incarico che durerà tutto il tempo necessario per mettere a punto lo strumento urbanistico.
Certo, prima della firma di Paba occorrerà chiudere il rapporto di collaborazione con gli architetti Gilberto Bedini e Fabrizio Cinquini, consulenti del Comune (scelti dall’ex sindaco Mauro Favilla) per il piano strutturale, che è un piano di indirizzo programmatico: definisce le indicazioni strategiche del governo del territorio che discendono dal Piano territoriale di coordinamento (provinciale) ed è integrato con gli indirizzi di sviluppo espressi dalla comunità. La sua durata è stabilita nel momento dell’adozione. A Lucca, il piano strutturale promesso da Tambellini non dovrà servire a far costruire di più, ma meglio. Senza consumo di suolo e senza grande consumo di denaro pubblico, è sempre stata l’assicurazione del sindaco, che fin dai tempi della campagna elettorale che lo ha portato sulla poltrona di palazzo Orsetti ha spiegato di puntare alla collaborazione di un tecnico di prestigio per avere idee su progetti specifici.
Nel piano strutturale si dovrà prevedere un progetto per rivitalizzare il centro storico con funzioni che rimettano in moto il rapporto tra la città antica e ciò che sta fuori dalle Mura. Le chiavi di tutto sono il ritorno della residenza, che si è più che dimezzata negli ultimi quarant'anni precipitando sotto le 9mila persone, e la salvaguardia dell'artigianato e del commercio storico.
Nel piano strutturale - ha sempre affermato Tambellini - si introdurranno delle modalità che ne consentiranno la tutela. In una lettera all’Ordine degli architetti, l’anno scorso il sindaco spiegava che «la partecipazione di tutti i cittadini interessati è una componente fondamentale. Con questo intento, il percorso che ci proponiamo passa dall'elaborazione di un piano strategico che, attraverso un piano di sviluppo, ci guiderà al nuovo piano strutturale ».
Duccio Casini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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