Il dolore
Moschini: «Vanificato tutto il mio lavoro»
L’ex amministratore della giunta Favilla: «Da Casa Lucca al treno iridato, ecco cosa si doveva fare»
CCA. Il mondiale una grande occasione persa. Ne è convinto Lido Moschini, assessore allo sport, fino alla primavera del 2012, della giunta Favilla che insieme alla collega della Provincia Valentina Cesaretti, molto si era battuto e speso in quella veste per portare a Lucca la corsa iridata.
Moschini ha seguito fin dall’inizio la gestazione e lo sviluppo di questa idea, è stato a Melbourne in Australia quando ci fu l’annuncio dell’assegnazione dei Mondiali alla Toscana, è stato a Copenaghen, in occasione di un’altra edizione della corsa, per stringere rapporti e tenere contatti con Uci e federazioni. Ed è amareggiato che non sia stata sfruttata a pieno questa opportunità.
«Ospitare la partenza di un campionato del mondo di ciclismo – dice Moschini – capita una sola volta nella vita. Dopo le Olimpiadi e i mondiali di calcio è forse l’evento sportivo più seguito. Quando trattai con l’Uci, l’unione ciclistica internazionale, si parlava di assegnare a Lucca, oltre alla partenza della gara professionista, un’altra prova, si ipotizzò la cronometro a squadre. Poi la nostra città doveva ospitare la cerimonia di apertura della rassegna e si dovevano fare molti altri eventi, enogastronomici e culturali».
Moschini li ricorda e spiega: «Tra le iniziative ci doveva essere il treno dei mondiali, che toccava tutte le città interessate, con la giusta coreografie per valorizzare le sedi della manifestazione. E poi andava creata Casa Lucca, in collaborazione con Fausto Borella, che avrebbe dovuto ospitare numerosi avvenimenti anche per i media».
«Dopo le elezioni di un anno e mezzo fa e il cambio di amministrazione – prosegue l’ex assessore – avevo dato la mia disponibilità, da esterno e in forma gratuita, a continuare a lavorare a questo progetto, ma non ho più saputo niente. Per esempio ero a conoscenza del fatto che il sindaco di Montecatini Bellandi si era assicurato la presenza nella sua città della Nazionale italiana e io allora, grazie alle mie origini americane, ai mondiali di Copenaghen avevo preso contatti con la selezione Usa che poteva soggiornare a Lucca. Addirittura d’accordo con la Cesaretti avevamo spinto Claudio Rossi al vertice dell’organizzazione della rassegna: un lucchese che doveva portare in alto Lucca. Poi da un anno e mezzo non ho più seguito la vicenda, non so cosa sia successo, ignoro cosa sia stato fatto».
Ma cosa si doveva fare? «Era fondamentale un’azione diplomatica, tenere buoni rapporti con l’Uci, con le varie federazioni, con il presidente della Fci Renato Di Rocco. Io avrei organizzato una serata a Villa Bottini, così come venne fatto per gli Europei di ciclocross. E rapporti assidui dovevano essere tenuti con i responsabili delle dirette televisive, per garantire che le immagini di Lucca vadano in onda».
All’epoca, ricorda l’ex assessore Moschini, si parlò di un impegno economico dell’Amministrazione di 30-50 mila euro. «Il Mondiale comunque è una grande opportunità – aggiunge – pensiamo solo alle asfaltature delle strade».
Al rammarico per l’occasione persa, si aggiunge anche l’amarezza per essere stato in un certo senso dimenticato. «Dove vedrò il mondiale? Non lo so – dice Moschini – forse lungo la Pesciatina. Nessuno mi ha invitato alla partenza, mi dispiace molto visto tutto quello che ho fatto per portare a Lucca la corsa. Solo il sindaco di Montecatini mi ha contattato, da Lucca nessuno. E’ proprio vero che è difficile essere profeta in patria».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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