Attenzione
I fratelli Tangari confessano sette rapine
Dopo l’udienza di convalida, nell’interrogatorio di garanzia collaborano con gli inquirenti e negano il colpo alla Conad
LUCCA. I fratelli Stefano e Rito Tangari iniziano a collaborare con gli inquirenti. Dopo l’udienza di convalida davanti al gip Marcella Spada Ricci i rapinatori seriali sono stati interrogati dal magistrato alla presenza del legale d’ufficio, l’avvocato Piero Antonio Peruzzi. In sostanza - oltre alle cinque rapine che la polizia ha attribuito ai fratelli altopascesi in base ai fotogrammi della videosorveglianza interna - i Tangari hanno confessato di aver compiuto altri due colpi avvenuti tutti dopo il mese di aprile. Hanno invece negato di essere loro gli autori della rapina del 19 gennaio alla Conad di Altopascio con uno dei malfattori che sparò un colpo in aria e ferì con il calcio della pistola uno dei clienti del supermarket. Per un’altra rapina il maggiore dei due fratelli - figli di Maciste Tangari, 47 anni, nel 2002 condannato a 11 anni e 8 mesi per 21 rapine in banca a Firenze e dintorni - si è attribuito da solo la paternità dell’azione criminosa. In quella circostanza suo fratello Rito non c’era.
Il movente. La necessità economica e lo stato di bisogno. È questo il movente che ha portato i fratelli originari della Calabria, ma che hanno vissuto sin da bambini a Spianate di Altopascio, a delinquere e a compiere rapine in supermarket, pompe di benzina e farmacie. Il lavoro non andava bene. Uno di loro era disoccupato e l’altro, muratore, con la crisi edilizia non riusciva a sbarcare il lunario e a mantenere la famiglia. Così la decisione d’intraprendere la carriera paterna (per la verità Stefano Tangari era già finito sotto inchiesta per 11 colpi tra aprile e luglio 2011 a tabaccherie e stazioni di servizio tra Altopascio e Pescia) e di usare la vecchia pistola (una 357 magnum) appartenuta al genitore che da oltre 9 mesi è inchiodato in coma in un letto a causa di una pallottola che lo ha raggiunto alla testa durante una colluttazione mentre stava compiendo una rapina alla sala scommesse Match Point a pochi chilometri dalla sua abitazioni. Al termine dell’interrogatorio di garanzia l’avvocato Pier Antonio Peruzzi non ha presentato alcuna istanza per i suoi assistiti che restano in carcere e probabilmente ci rimarranno a lungo. Tuttavia l’atteggiamento collaborativo con le forze dell’ordine e la procura gioverà ai malviventi in sede di dibattimento o probabilmente nel caso di utilizzo di riti alternativi.
Nuova rapina alla Conad. Se i Tangari raccontano la verità allora prende corpo l’ipotesi che il colpo messo a segno il 19 gennaio scorso alla Conad di via delle Cerbaie ad Altopascio sia opera di altri malviventi. Forse gli stessi che domenica poco prima delle 13 hanno assalito il supermarket impossessandosi di 9mila euro e dando alle fiamme il sistema di videosorveglianza per poi fuggire in sella a una moto Enduro. Una rapina con tanti lati oscuri che è al vaglio dei carabinieri.
Luca Tronchetti
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