Il dolore
C’è preoccupazione per la copertura assicurata dalla Rai
Timori dopo le polemiche rimbalzate da Pistoia sul modo in cui sono state seguite le gare in quella provincia
PISTOIA. Quale sarà la copertura della Rai per le immagini della partenza da Lucca della corsa in linea che domenica assegnerà il titolo mondiale? L’interrogativo fa dormire sonni poco tranquilli a chi si aspetta un grande ritorno promozionale dalle riprese Tv: da Pistoia arrivano infatti notizie non troppo confortanti.
In quella città c’è stata ieri la seconda e ultima partenza di una gara dei Mondiali di ciclismo su strada, avvenuta in piazza del Duomo.
Ripresa dall’inizio, ore 14, con inquadrature sul lastricato medievale, su palazzo di Giano, sede del Comune, e sulla Cattedrale. In più di un’occasione.
Pistoia in tv, stavolta, c’era. Certo, non era giorno festivo e lo si notava anche dagli ampi spazi vuoti ai lati delle strade.Molto meno numerosi i tifosi e i curiosi che hanno avuto la possibilità di ammirare la sfida tra gli Under 23 uomini.
Ma la polemica sulla copertura - e la mancata copertura - dell’evento da parte della Rai è tutt’altro che sopita. La sintesi della gara inaugurale di domenica mattina della cronosquadre donne èlite, trasmessa alle 13,30 (mezz’ora prima dell’analoga competizione maschile) invece che alle 10, non era andata giù.
Soprattutto non era passata inosservata ai tanti tifosi pistoiesi quella lunga diretta dei cicloamatori trentini sulle pendici del monte Bondone, mentre il sindaco Samuele Bertinelli abbassava la bandiera dello start e dava ufficialmente il via ai Mondiali di ciclismo in Toscana.
La spiegazione arriva direttamente da Rai Sport, che si smarca da tutte le responsabilità.
La Rai ha acquisito il pacchetto completo degli eventi del Mondiale, gara inaugurale compresa, ma Uci (l’Unione ciclistica internazionale) non ha prodotto la trasmissione in diretta.
L’Uci ha firmato un accordo quadriennale (2013/2016) per la copertura televisiva dei campionati mondiali di strada, su pista, mountain bike e Bmx e della coppa del mondo su pista con Infront sports & media, di cui è presidente e direttore generale Philippe Blatter, figlio di Joseph Blatter, presidente della Fifa. Infront è per quattro anni l’agenzia esclusiva dell’Uci in materia di diritti media, produce e gestisce la regia internazionale e la trasmissione degli eventi (ed è la stessa che produce le partite di serie A e il giro d’Italia, ndr).
La Rai spiega di aver messo in palinsesto la gara inaugurale, avendo i diritti dell’evento, ma che Uci e Infront hanno comunicato venerdì sera all’azienda di non volerlo coprire per «mancanza di interesse da un numero sufficiente di palinsesti».
In pratica, sondato l’interesse di varie tv per la gara e verificato che pochi Paesi erano interessati a trasmetterlo, ha deciso di lasciare a piedi anche chi, come la Rai, voleva il pacchetto completo delle gare. Una decisione, comunica la Rai, annunciata con scarsissimo preavviso, e a cui dovrà seguire un confronto con l’Unione ciclistica internazionale e con la stessa Infront per quello che si ritiene sia stato un danno. La notizia della gare coperte da Rai Sport 2, infatti, era già stata diffusa nei giorni precedenti. Era riportata sui siti, sul Radio Corriere (rivista ufficiale della Rai, ndr), annunciata sul Televideo alle 9,55 di domenica mattina. Infront ha fatto sapere di non avere interesse a mandare in onda né la cronosquadra èlite ne le prove degli Juniores (anche queste acquisite nel pacchetto dalla Rai).
Dovrebbero essere invece regolarmente riprese (e quindi trasmesse) oltre la cronosquadra maschile e le prove a cronometro degli Under 23, donne èlite e uomini èlite, le prove in linea degli Under 23, donne èlite e uomini èlite. Ma la notizia che più rammarica - nei Mondiali che avrebbero dovuto rilanciare l’immagine della Toscana - è la mancata trasmissione delle gare in Germania, Spagna e Francia (quest’ultima trasmetterà solo la gara di domenica, dalle 15,25), perché il prezzo chiesto da Infront per la vendita dei diritti televisivi è stato giudicato troppo alto. Casi analoghi sono avvenuti con la Gand-Wevelgem e il giro di Svizzera, che in Europa nessuno ha visto in tv con l’eccezione dei Paesi organizzatori proprio per il prezzo troppo elevato dei diritti televisivi.
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