Sicurezza
Edilizia in crisi, studi di settore da rivedere
Confcommercio sollecita l’Osservatorio regionale delle Entrate a ricalibrare i parametri
LUCCA. In un momento di crisi strutturale nel settore edile ed in particolare nel commercio dei materiali da costruzione, il presidente provinciale e regionale per il settore dei rivenditori edili di Confcommercio, Arturo Giannoni, evidenzia, con soddisfazione, un importante risultato ottenuto in tema di studi di settore.
Nell’ultimo incontro dell’Osservatorio regionale, organo della Direzione fegionale delle Entrate, è stato posto in discussione da Confcommercio Toscana un documento realizzato dal presidente dei rivenditori edili della Toscana Giannoni con la collaborazione del dott. Alessandro Berni, volto ad illustrare gli effetti della perdurante crisi economica e finanziaria del comparto edilizio, con specifico riguardo alla situazione del commercio edile ma anche di tutto il comparto delle costruzioni.
Attraverso dati relativi alle variazioni di fatturato, occupazione, natalità e mortalità di imprese, predisposte con il determinante aiuto di Unioncamere Toscana, si è rappresentata una situazione molto critica che dovrà essere considerata nella complicata questione che riguarda l’applicazione degli studi di settore al comparto interessato.
A rendere l’idea di ciò che questa crisi rappresenta nel settore edile è il saldo negativo della mortalità delle imprese nel periodo 2009-2012, pari ad un totale di 8322 aziende tra costruzioni e commercio edile, di cui ben 1500 operanti nella rivendita di materiali edili e attività correlate.
Da considerare la prosecuzione del trend negativo registrato nei primi sei mesi del 2013 che ha visto l’ulteriore diminuzione di ancora oltre 900 unità.
Drammatico è anche il dato del calo dei fatturati per il periodo 2009-2012 che è di circa il 60%. E’ per la categoria dei rivenditori edili un risultato rilevante che, attraverso l’acquisizione del documento, l’Osservatorio abbia preso atto di quanto presentato sulla situazione del settore affinché se ne possa tenere in considerazione per il successivo utilizzo nella futura proposizione di rettifica degli Studi e per eventuali contenziosi, con un sostanziale beneficio per tutti i contribuenti legati al settore dell’edilizia.
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