Finanza
Causano un incendio dopo la rapina
Armati di pistola assaltano la Conad di Altopascio e poi distruggono con le fiamme l’impianto di sorveglianza
ALTOPASCIO. Settantadue ore dopo l’arresto dei fratelli Tangari, accusati di una decina di rapine a mano armata avvenute dal gennaio ad oggi nella Piana e nel territorio di Pescia, ecco una nuova banda pronta a terrorizzare la Lucchesia. Malviventi senza scrupoli che non si limitano a minacciare gli impiegati del supermarket con la pistola, a farli sdraiare a terra e a impossessarsi dei soldi in cassa, ma che appiccano pure il fuoco o comunque provocano un incendio in grado di distruggere l’hard disk dell’impianto di videosorveglianza - in modo che gli inquirenti non possano avere un’immagine del loro raid - e a danneggiare scrivanie e computer dell’ufficio con il sistema elettrico andato in tilt che costringerà i responsabili del superstore a spendere migliaia di euro per riattivare il sistema elettrico. Alla fine il bottino rimediato dai banditi è superiore ai 9mila euro.
Il colpo alla Conad. Sono passate da poco le 13 quando due banditi - volto travisato da un casco integrali e guanti per evitare di lasciare impronte - arrivano in sella ad una moto Enduro ed entrano dalla porta posta sul retro del supermarket Conad in via delle Cerbaie ad Altopascio a poche centinaia di metri dal casello autostradale. A quell’ora ci sono soltanto 4-5 dipendenti che stanno chiudendo le casse e mettendo in ordine la merce esposta. L’azione dei malfattori è rapidissima e dal momento dell’irruzione al momento della fuga passano meno di dieci minuti. Uno di loro sotto la minaccia di un revolver fa stendere a terra un impiegato del market mentre l’altro si dirige nell’ufficio accanto al box informazioni e si fa consegnare dall’impiegato circa novemila euro. Particolare singolare, al vaglio degli investigatori, la cassaforte principale a tempo difettosa nella fase d’apertura non viene nemmeno toccata nonostante fosse a portata di mano e potesse contenere una bella cifretta.
Cavi strappati. Ciò che diversifica questa rapina dalle altre è l’accanimento dei due banditi nei confronti dell’impianto di videosorveglianza. Uno dei malviventi strappa brutalmente i cavi di registrazione, s’impossessa del nastro dove erano incise le fase di quella rapina e appicca il fuoco, usando dell’alcol, sull’apparecchiatura e creando un corto circuito. Il fumo sprigionato e la cenere caduta danneggiano, rendendoli inservibili, alcuni computer con la cenere che invade la stanza. Un’azione singolare anche perché l’uso di caschi e guanti avrebbe reso difficile comunque la loro identificazione alle forze dell’ordine. Forse le immagini avrebbero potuto svelare particolari sul loro modo di camminare o sugli indumenti indossati e quindi hanno preferito non rischiare oppure quel principio d’incendio è stato causato ad arte per sviare possibili sospetti.
Le indagini. I banditi scappano con il bottino e pochi istanti dopo i dipendenti, tanto spavento ma nessun ferito, avvertono telefonicamente vigili del fuoco, carabinieri e polizia municipale di Altopascio. Ci vuole mezz’ora ai pompieri per aver ragione delle fiamme mentre la caccia all’uomo dei carabinieri del nucleo investigativo e della stazione di Altopascio non porta a nulla nonostante i numerosi posti di blocco su tutta la Piana.
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