Sicurezza
Operaio licenziato minaccia datore di lavoro con l’accetta
LUCCA. Li aveva licenziati il 4 settembre e lo stipendio di agosto era rimasto in sospeso. Loro, i tre operai romeni mandati a casa, non hanno voluto attendere la decisione del giudice. Uno dei tre...
LUCCA. Li aveva licenziati il 4 settembre e lo stipendio di agosto era rimasto in sospeso. Loro, i tre operai romeni mandati a casa, non hanno voluto attendere la decisione del giudice. Uno dei tre licenziati, residente in Lucchesia, si è presentato nella sede della ditta che opera nell'edilizia nel comune di Vecchiano chiedendo di parlare con il titolare con uno strumento di persuasione che lo ha messo nei guai: un'accetta. Non ha mai alzato l'arma contro ex compagni o datore di lavoro. Ma a parole è stato più che esplicito su quelle che erano le sue pretese e quelle dei due connazionali. «Vogliamo i soldi di agosto» ha urlato più volte in faccia all'imprenditore tenendo l'accetta, lunga circa un metro, appoggiata alle gambe. L'operaio rumeno, però, ha concluso la sua incursione da "sindacalista" senza aver ottenuto quello che voleva. Anzi, lo show a mano armata si è concluso con una denuncia per esercizio arbitrario delle proprie ragioni e minacce aggravate dall'uso di un'arma. «Mi ha voluto incontrare. - spiega il titolare dell'azienda -. Teneva l'accetta, davvero grande, sempre bassa. Ha minacciato me e la mia famiglia. È in corso una vertenza dopo il licenziamento dei giorni scorsi. Ho le mie ragioni per averli mandati via. Deciderà il giudice». Prima dell'arrivo dei militari l'ex dipendente è uscito. È salito in auto con l'arma e si è diretto verso Lucca.
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