Finanza
Ex imprenditore pestato, interrogati gli aggressori
I due giovani accusati di tentato omicidio sentiti in caserma si sono difesi sostenendo che l’operaio li aveva provocati importunando una ragazza
ALTOPASCIO. Si sono presentati prima in questura e poi alla caserma di Cortile degli Svizzeri accompagnati dal loro avvocato Emanuele Fusi i due giovani di 24 anni residenti rispettivamente ad Altopascio e Pescia indagati con l’accusa di tentato omicidio nei confronti di un ex imprenditore. Marco Sanguin, 38 anni, che lavora come operaio in una cartiera di Porcari, sottoposto l’altro giorno alla clinica neurochirurgica di Cisanello a un intervento chirurgico alla testa durato cinque ore attualmente è in prognosi riservata. Dai primi accertamenti i dei carabinieri per motivi ancora da chiarire sarebbe stato percosso con pugni e calci e colpito alla testa con una sedia e un posacenere che gli avrebbero provocato gravissime lesioni craniche oltre alla frattura di una costola. Ma i due giovani interrogati su delega del magistrato dal comandante della stazione di Altopascio hanno negato le contestazioni. Stando al loro legale non avevano alcuna intenzione di uccidere l’ex imprenditore e sono dispiaciuti del male causato. Ma sostengono con forza che quella mattina c’è stata una colluttazione provocata dal comportamento della persona offesa. Sanguin, stando alla versione fornita dai due indagati a piede libero, era decisamente su di giri per qualche cocktail di troppo consumato alcune ore prima all’american bar Glam di Altopascio. E questo suo stato euforico l’aveva portato - sempre stando a quanto sostiene il legale degli indagati - a infastidire e cercare il contatto fisico con una ragazza che si trovava con loro. Una versione radicalmente opposta al racconto fatto dalla vittima dell’aggressione ai carabinieri prima che la tac rivelasse le lesioni craniche e da due giovani donne a un organo inquirente qualche ora dopo il pestaggio. I due giovani sotto accusa hanno negato di aver lanciato il posacenere che ha colpito al cuoio cappelluto Sanguin e di avergli fracassato una sedia in testa. Quelle lesioni, a loro avviso, se l’è procurate durante il corpo a corpo andando a sbattere contro gli spigoli dei tavoli. Il loro legale contesta anche l’aggravante dei futili motivi sostenendo che la parte offesa avrebbe assunto sin dall’inizio un atteggiamento provocatorio e offensivo. Infine gli aggressori ribadiscono che, contrariamente alla vittima, non è stato riscontrato nei loro confronti un tasso alcolemico superiore al limite minimo imposto dalla legge. Gli accertamenti dei carabinieri continuano in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.(l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
