Il Tirreno

Lucca

Cinque ore sotto i ferri per l’emorragia

di Luca Tronchetti
Cinque ore sotto i ferri per l’emorragia

L’ex imprenditore resta in prognosi riservata dopo la barbara aggressione di due giovani ora indagati per tentato omicidio

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ALTOPASCIO. Cinque ore sotto i ferri per fermare l’emorragia causata dalle gravissime lesioni craniche riportate conseguenza della barbara aggressione subita l’altra mattina mentre faceva colazione sotto la veranda del bar H24 sulla via Bientinese ad Altopascio. Marco Sanguin, 38 anni, sino a un paio d’anni fa residente a Barga e titolare di una piccola impresa e oggi operaio in un’azienda cartaria di Porcari, si trova ricoverato in prognosi riservata in terapia intensiva della clinica neurochirurgica dell’ospedale Cisanello di Pisa. La sua forte fibra sta reagendo alle cure mediche, ma le sue condizioni restano ancora gravissime e le prossime 48 ore saranno decisive. A fracassargli la testa con un tavolo e un posacenere due giovani sui venticinquenne che, dopo averlo lasciato a terra in una pozza di sangue, sono risaliti in auto e si sono dileguati prima che gli avventori del locale potessero fermarli. Non è affatto chiaro il movente. Le ragioni per cui la coppia - con loro c’era un terzo giovane - si è accanita in quel modo contro l’ex imprenditore colto letteralmente di sorpresa e che non ha potuto opporre la minima reazione.

Nessun «ammiccamento». A distanza di 24 ore dal pestaggio vengono fuori particolari differenti da quelli emersi nell’immediatezza. Prima di tutto Marco Sanguin all’ora dell’aggressione - poco dopo le 5,30 - si trovava seduto al tavolo sotto la veranda fuori dal bar in compagnia di due giovani donne. Verso le 2 l’operaio era entrato in un american bar di Altopascio. Un cocktail e quattro salti con amici e conoscenti e poi, assieme alle due donne, un cappuccino da consumare nell’unico bar aperto a quell’ora: il bar H24 sulla Bientinese. E lì accade quello che nessuno di aspetta. A un certo punto arriva un’auto con a bordo tre ragazzi sui 25-30 anni che parcheggia nel piazzale del locale. Sanguin sta parlando con le due donne. Affettuosamente una di loro lo cinge con il braccio attorno al collo. Un gesto d’amicizia naturale e spontaneo. E in quel frangente che accade qualcosa che sprigiona la violenza. La testimonianza delle due giovani donne - ascoltate dagli inquirenti - sarà fondamentale per capire cosa sia accaduto realmente e cosa hanno detto due dei tre giovani - che scesi dall’auto erano entrati nel bar per far colazione - quando hanno affrontato l’ex imprenditore per poi iniziare a colpirlo con calci e pugni e ricorrere al lancio di sedie e portacenere colpendolo ripetutamente alla testa.

Futili motivi. I due giovani sono indagati in concorso per tentato omicidio con l’aggravante dei futili motivi. L’accanimento dimostrato nei confronti di una persona inerme lasciano sconcertati. Una rabbia e una violenza inaudita senza uno straccio di giustificazione. C’è ancora da capire se i giovani conoscessero l’ex imprenditore o le due donne che erano con lui e se tra loro erano intercorsi in passato forti dissapori oppure se il movente sia da ricercarsi altrove o che non vi sia una spiegazione logica e forse gli aggressioni abbiano agito in preda ad uno stato di allucinazione psicofisico.

Referto medico. Sanguin inizialmente era cosciente e ha raccontato la sua verità ai carabinieri. Ma in ospedale la tac ha rivelato una lesione cranica emorragica e la frattura di una costola. Nel sangue è stato rilevato anche un tasso alcolemico superiore alle norme di legge per qualche drink all’american bar. Ma è stato chiarito che l’imprenditore non si è lasciato andare a provocazioni .

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