Il dolore
Rapina la stessa banca dopo tre mesi
Malvivente armato di pistola colpisce il Banco Popolare di Lappato. Una cliente colpita da malore
LAPPATO. Una rapina fotocopia. Messa a segno tre mesi dopo dallo stesso autore, alla stessa ora, con la stessa arma e con lo stesso ciclomotore. Un bandito diventato praticamente cliente di una delle agenzie bancarie della Piana più colpite dalla malavita: lo sportello di Lappato dell’ex Cassa di Risparmio di Lucca oggi Banco Popolare. Un colpo che al rapinatore solitario frutta un bottino assai modesto: più o meno tremila euro. Che sommate alle duemila del 21 giugno scorso fanno, centesimo più centesimo meno, cinquemila euro. Durante la rapina una cliente poco più che quarantenne dell’istituto di credito accusa un leggero malore. Viene chiamata un’ambulanza del 118 e a scopo precauzionale la donna viene accompagnata al pronto soccorso dove verrà dimessa di lì a poco.
Un minuto e mezzo di fuoco. La rapina, come 90 giorni fa, si consuma in un minuto e mezzo d’orologio. Il bandito solitario entra dalla bussola con la rivoltella - probabilmente un’arma giocattolo - il casco integrale in testa e gli occhiali da sole che nascondono il colore degli occhi. All’interno dello sportello ci sono due cassiere e quattro clienti. E una delle impiegate è convinta che l’uomo che le punta contro l’arma da fuoco è lo stesso malvivente dell’ultima volta. Un bandito «timido», di poche parole. «Datemi i soldi» l’unica frase pronunciata davanti al bancone in un accento che sembra locale e comunque senza particolari inflessioni dialettali. L’impiegata gli consegna il denaro che si trova nei cassetti e che lui sistema nelle tasche del giacchetto. E lui per uscire chiede a un cliente dello sportello bancario che gli apra il maniglione antipanico.
Fuga con il ciclomotore. Non dovrebbe venire da lontano il bandito solitario. Perché scappa su un ciclomotore grigio con targa occultata da un cartone parcheggiato fuori dall’agenzia di Lappato e fugge sulla via Pesciatina in direzione di Lucca probabilmente imboccando qualche stradina interna per cambiarsi d’abito e nascondere la refurtiva. L’allarme è immediato e sul posto arrivano i carabinieri del radiomobile e quelli della stazione di Lammari. Vengono effettuati posti di blocco nella zona, ma del rapinatore non c’è traccia. È il settimo colpo all’agenzia di Lappato dell’ex Cassa di Risparmio negli ultimi dieci anni.
Luca Tronchetti
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