Il Tirreno

Lucca

Ex imprenditore ridotto in fin di vita

di Luca Tronchetti

Pestato a sangue fuori da un bar ad Altopascio da due giovani che lo colpiscono alla testa con una sedia e un posacenere

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ALTOPASCIO. Forse volevano dargli soltanto una «lezione» per qualche «ammiccamento» di troppo verso una loro amica. Ma la rabbia covata dentro ha sprigionato una violenza inaudita e il loro bersaglio - un ex imprenditore oggi dipendente di una cartiera - sino a ieri sera era ricoverato al clinica neurologica di Cisanello (Pisa) e sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa per un gravissimo trauma cranico emorragico. Adesso i due autori del barbaro pestaggio - un venticinquenne originario del sud e residente ad Altopascio e un suo amico originario dell’Abruzzo - già individuati dalle forze dell’ordine rischiano l’arresto per tentato omicidio. Per sanare una controversia si sono fatti giustizia da soli usando anche la gamba di un tavolino per percuotere in testa il malcapitato e lanciandogli un portacenere che l’ha colpito alla nuca.

La vittima. A finire sotto i ferri è Marco Sanguin, 38 anni, sino a un paio d’anni fa residente a Barga e titolare di una piccola impresa edile che si occupava di bonifiche ambientali. Chiusa l’azienda per problemi di natura economica - la crisi colpisce forte - l’ex imprenditore ha cambiato vita dando un taglio netto al passato. Si è trasferito a Pieve S. Paolo e ha trovato lavoro come operaio in una cartiera a Porcari. Una vita tranquilla senza grandi problemi sino a ieri mattina.

I fatti. Forse l’operaio doveva entrare in turno in cartiera o forse prima di giungere al bar H24 sulla via Bientinese ad Altopascio era stato in un altro locale della zona e aveva bevuto qualche birra e conosciuto i suoi aggressori. Sono le 5,30 del mattino quando un’auto con a bordo due coppie si ferma nel parcheggio del bar. L’ex imprenditore che si trova seduto al tavolino fuori dal locale vede avvicinarsi quei giovani. E lì accade qualcosa che sprigiona la violenza. Un complimento di troppo verso una delle ragazze, uno sguardo o una semplice provocazione forse causata anche da una certa euforia alcolica. Ma la reazione è assolutamente sproporzionata e di una violenza inaudita. I due giovani lo affrontano. Iniziano a discutere con lui a voce alta. Gli animi si surriscaldano e a un tratto si scatena l’inferno. Dalle parole si passa alle vie di fatto e uno dei conoscenti afferra una sedia sistemata accanto a un tavolino sulla veranda e gliela rovescia addosso. L’ex imprenditore barcolla e cade a terra. Su di lui si avventano entrambi i giovani. Pugni e calci, ma non solo. Uno gli lancia sulla testa un posacenere di vetro e l’altro con la gamba del tavolino rotto lo bastona sul capo. Marco Sanguin è una maschera di sangue e i due aggressori capiscono di aver esagerato salgono in auto e si allontanano dalla zona assieme alle ragazze. L’ex imprenditore viene subito soccorso da alcuni avventori del bar H24 e dal personale del locale. Sul posto arriva un’ambulanza del 118 con medico a bordo e una pattuglia dei carabinieri di radiomobile.

L’inchiesta. I militari parlano con il ferito, medicato per dei tagli in testa, prima che la tac a cui viene sottoposto al pronto soccorso del Campo di Marte riveli le lesioni: trauma cranico emorragico e la frattura di una costola. L’operaio, trovato con un tasso alcolemico elevato, fornisce la sua versione dei fatti. Nel pomeriggio viene informato il magistrato di turno e si arriva a capire chi ha agito con tanta violenza nei confronti dell’ex imprenditore. L’impressione è che a breve ci sia un’accelerazione nell’inchiesta.

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