Attenzione
Il parroco cerca contributi per le porte di San Michele
Occorrono da dieci a quindicimila euro per restaurare i tre ingressi alla chiesa Monsignor Banducci ai lucchesi: «La nostra unica entrata sono le elemosine»
LUCCA. Appello ai lucchesi, al loro buon cuore e alla loro sensibilità, al loro attaccamento ai monumenti in particolare alle chiese. Lo rivolge monsignor Agostino Banducci, parroco di San Michele, relativamente ai lavori in corso (da poco avviati) per il restauro delle antiche porte della basilica: le due porte sulla facciata calcarea (le cui decorazioni secondo gli studiosi di storia dell’arte sono tra gli esempi più significativi della scultura lucchese della prima metà del dodicesimo secolo) e quella di accesso alla chiesa dalla navata di destra.
Per riportarle al loro antico splendore sarà necessaria una cifrà fra dieci e quindicimila euro. «E l’unica entrata, per la nostra chiesa - sottolinea monsignor Banducci - è rappresentata dalle elemosine. Non abbiamo altri canali a cui attingere risorse per gli interventi strutturali della nostra chiesa».
Da qui l’appello alla comunità lucchese a elargire contributi per restaurare le porte.
I restauratori sono già all’opera; l’intervento è appena cominciato. «Un modo per riqualificare la chiesa - continua monsignor Banducci -. Le porte sono molto antiche e il lavoro andava fatto. Auspico una partecipazione da parte della cittadinanza».
Lo sforzo per riqualificare la chiesa di San Michele - la cui prima edificazione risale all’ottavo secolo e la prima ristrutturazione intorno al 1070 - del resto ha contraddistinto l’impegno della parrocchia nel recente passato. È appena stato completato infatti, riporta sempre monsignor Agostino Banducci, «il restauro del decanato, antica abitazione del parroco. Purtroppo si erano create evidenti crepe nella struttura, alcune pietre si erano mosse». Occorreva intervenire, alternative non ce n’erano per frenare un processo di deterioramento della struttura.
Per l’intervento di recupero del decanato la parrocchia ha dovuto sostenere una spesa di centocinquantamila euro, ritinteggiatura e pulitura delle pietre comprese. Una spesa non da poco, e in particolare per una chiesa che, come dice il parroco, quanto a risorse economiche vive solo di elemosine.
Intanto, in materia di conservazione di edifici religiosi, il Comune ha appena dato il via libera all’erogazione alla Curia Arcivescovile di una cifra di 239mila euro (deliberata nel 2011 e attinta dai proventi di oneri di urbanizzazione del 2010) destinata a interventi di recupero di edifici religiosi sul territorio: le parrocchie di San Michele Arcangelo in Mugnano, Santa Maria Assunta a Santa Maria a Colle, Santa Maria Forisportam, San Pietro Apostolo a Cerasomma, Santi Giusto Andrea e Lorenzo a San Giusto di Brancoli, San Giorgio a Sorbano del Giudice. Le somme saranno corrisposte a seguito della presentazione di atti da approvare dopo la verifica dell’esecuzione delle opere indicate.
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