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Commercianti uniti contro la Tares

Commercianti uniti contro la Tares

Riunione di Confcommercio Valle del Serchio, chiesti incontri ai Comuni: «Ridurre i costi del servizio»

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CASTELNUOVO. «Incontreremo i Comuni per parlare dei costi del servizio». Questa l’iniziativa promossa dalla Confcommercio Lucca, sezione Valle del Serchio, per combattere la nuova Tares, l’imposta sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti, che ha colpito duramente le attività commerciali, ed anche i cittadini, in questi giorni con l’arrivo degli avvisi di pagamento.

“Mi rifiuto”, lo slogan dell’associazione di categoria lanciato al termine di una nuova riunione sollecitata dagli imprenditori del territorio ed organizzata a Castelnuovo. Dopo il primo incontro, con il dialogo aperto con il sindaco di Castelnuovo, Gaddo Gaddi, Confcommercio ha ascoltato le richieste di alcuni soci ed ha indetto un’altra riunione tra commercianti di tutta la Garfagnana alla quale hanno partecipato il vicepresidente Fosco Bertoli ed i funzionari Vittorio Bini e Luca Dini. Al termine dell’incontro è nato un gruppo “anti-tares” che si preoccuperà del problema nei prossimi mesi. Il focus è su quello che potrà succedere nel 2014 e poter modulare la tassazione riguardante il 2013.

Per questa, comunque, rimangono gli strumenti messi a disposizione dall’amministrazione comunale, nel caso specifico quella di Castelnuovo, ovvero una rateizzazione più ampia, nessun interesse di mora per i pagamenti in ritardo ed infine lo studio di ogni caso ad hoc presso gli uffici comunali. «Ma se per il 2013 si sono dovuti coprire certi costi – dice il vicepresidente di Confcommercio, Fosco Bertoli, responsabile di zona – per il 2014 questi siamo certi che aumenteranno. Dobbiamo intervenire ora. Come? Aprendo un tavolo con le amministrazioni e con la società che gestisce il servizio, Se.Ver.A.». Tanti i commercianti che hanno partecipato all’incontro, soprattutto titolari di ristoranti, alberghi, pizzerie, bar e mobilifici, quelli colpiti più duramente dalla nuova imposta. «L’unica soluzione possibile è rimettere in discussione i costi del servizio, appesantiti oltre che dal costo effettivo dai debiti. Si possono studiare nuovi metodi di raccolta, come quello con le isole ecologiche anziché il porta a porta. Alcuni imprenditori operano una propria attività di smaltimento che deve essere tenuta di conto: si potrebbe pesare cosa ognuno smaltisce da solo presso all’Ecocentro e questo dovrebbe essere poi riflesso in termine di sconti sulla Tares. Vogliamo capire meglio come sono nate alcune voci di spesa così alte». Ad ottobre il gruppo si troverà nuovamente e sarà richiesto un incontro al comune di Castelnuovo ed all’Unione dei Comuni in rappresentanza delle altre amministrazioni: «Chiediamo preventivi ad altre aziende, se Se.Ver.A. non è competitiva i comuni, che ne sono anche soci, devono trovare la forza di scegliere altre soluzioni. I lavoratori? Non perderanno il loro posto, dovranno essere assunti dalla eventuale nuova società che si occuperà del servizio». Vari commercianti hanno sottolineato le difficoltà che avranno a fare fronte all’impegno della tassa.

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