La manifestazione
Balzello per la mensa, pressing su Gallicano
Genitori e amministratori di Barga chiedono, uniti, il ritiro della delibera Altrimenti le famiglie chiederanno a palazzo Pancrazi di “coprire” il costo
BARGA. Un patto di non belligeranza, per un obiettivo comune: non pagare un balzello visto come “calato” dall’alto. In un’atmosfera tesa e ribollente, martedì sera, nella sala consiliare di Palazzo Pancrazi, si è tenuto l’atteso vertice tra l’amministrazione comunale di Barga e una delegazione degli 88 genitori barghigiani che hanno i figli frequentanti le scuole di Gallicano.
Motivo del confronto, manco a dirlo, la vicenda della quota fissa a carico delle famiglie per il servizio mensa da versare al comune di Gallicano. Dopo un’ora e mezza di intenso dibattito, le due parti si sono in qualche modo “avvicinate”. È stato alla fine prodotto un documento condiviso dove, genitori e amministratori barghigiani, chiedono al sindaco di Gallicano di ritirare la delibera, e discutere sull’argomento in altra sede, ossia nella Conferenza dei sindaci per l’istruzione. In sostanza, il sindaco Bonini e gli stessi familiari degli studenti hanno convenuto che la tempistica e la modalità del provvedimento emanato dalla giunta gallicanese il 20 agosto scorso, non consenta attualmente spazi di manovra. Tuttavia, nonostante i tentativi sulla carta diplomatici, la tensione tra le due sponde resta.
Infatti, qualora lo stallo non si sbloccasse, i genitori sono pronti a giocarsi il “piano B”, ossia andare in pressing affinché Barga trovi i 16mila necessari a coprire la quota di costo mensa per gli studenti fuorisede: «Noi abbiamo piena fiducia nell' amministrazione di Barga sicuri di essere tutelati dalla stessa – affermano i genitori -, ma qualora perdesse la partita con Gallicano siamo nuovamente pronti ad intraprendere una nuova battaglia nei confronti del nostro comune». Il sindaco Bonini va avanti sulla sua strada: «Chiedo al mio collega sindaco di ritirare la delibera per l’anno scolastico in corso, e mettersi ad un tavolo nella sede opportuna, che è la Conferenza dei Sindaci e affrontare la questione insieme».
L’introduzione della quota fissa di 90 o 150 euro, è avvenuta a bilanci già fatti e iscrizioni già formalizzate non garantiscono spazi di manovra. Bonini ha quindi chiesto seduta state a Renzo Pia, presidente della Conferenza dei sindaci (e presente all’incontro assieme alla dirigente scolastica Patrizia Farsetti) di convocare l’assise e cercare soluzioni politiche. E lo stesso Pia si è dato da fare: «La prossima settimana discuteremo in sede ufficiale, per trovare una linea comune della Valle del Serchio, ed esaminare la pratica».
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