Proteste
Rubano iPhone e portafogli ai calciatori
Quattordici telefoni e denaro contante sottratti dai ladri nell’auto di un dirigente del Lammari durante una partita
LUCCA. Quattordici tra cellulari e iphone oltre a portafogli con denaro contante, chiavi del motorino, occhiali, orologi e documenti per un valore complessivo che si aggira sui 6-7mila euro sono stati rubati l’altra sera nell’auto del dirigente accompagnatore della formazione Juniores del Lammari 1986 che sul campo sportivo di San Macario affrontava il Real Querceta in una partita valevole per il Settembre Lucchese. La macchina di Fabrizio Petrelli - una Renault Scenic - era parcheggiata proprio accanto agli spogliatoi e il dirigente sportivo aveva sistemato la busta con all’interno telefonini e denaro dei giovani calciatori tesserati per il Lammari sotto il sedile lato passeggero. Qualcuno che conosceva la sua vettura e le sue mosse lo ha seguito e, senza forzare le portiere, è riuscito ad entrare nell’abitacolo e a fuggire con l’ingente bottino. Il furto è avvenuto in un orario compreso tra le 19,30 e le 21 quando al termine della partita Petrelli è tornato in macchina per prendere la preziosa busta in plastica tipo shopper e riconsegnare ai giovani atleti i loro effetti personali. Sul colpo indaga la polizia arrivata sul posto qualche minuto dopo l’allarme lanciato dal dirigente del Lammari.
Il racconto. «In tanti anni che mi occupo dell’organizzazione e del trasporto dei ragazzi - racconta il segretario del Lammari 1986 - una cosa del genere non mi era mai capitata. Togliamo dagli spogliatoi gli oggetti personali di un certo valore dei nostri calciatori e provvedo a sistemarli in un sacchetto sotto il sedile dell’auto in modo che nessuno dall’esterno possa scorgere la busta con telefonini, occhiali, portafogli, catenine e orologi. Tra l’altro sopra al sacchetto avevo sistemato il mio borsello contenente il necessario per iniettarmi insulina visto che soffro di diabete e la cartellina con i documenti dei tesserati e le liste. Quando sono tornato per riprendere gli oggetti ho trovato il contenuto del borsello rovesciato sul sedile».
Nessuna forzatura all’auto. Chi ha agito ha studiato il piano alla perfezione usando un radiocomando capace di aprire a distanza le portiere: «Non ci sono segni di effrazione sull’auto. - prosegue Petrelli - Gli agenti giunti sul posto hanno constatato che gli sportelli con chiusure centralizzate non erano stati forzati. I poliziotti mi hanno spiegato che ci sono delle apparecchiature che riescono a leggere i codici. L’auto è stata aperta e richiusa come se qualcuno avesse la chiave. E dire che l’auto era parcheggiata accanto agli spogliatoi e il rischio dei ladri di essere scoperti è stato altissimo. Sospetti? Alla polizia abbiamo raccontato tutto. Speriamo possano arrivare ai responsabili».
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