Finanza
Pranzi e regali “irregolari” Condannate le econome
La Corte dei conti ha esaminato la gestione dei conti del Comune di Camporgiano Molte accuse sono cadute, ma alcune spese non sono state ritenute giustificate
CAMPORGIANO.
Pranzi, rinfreschi e spese per regali di Natale. Offerti dal Comune di Camporgiano, ma - secondo i magistrati della Corte dei Conti - senza un’adeguata giustificazione delle spese. Per questo due econome del comune garfagnino sono state condannate a risarcire, complessivamente, la somma di 942 euro.
Una sentenza, quella dei giudici contabili, che riguarda cifre molto contenute. Ma che è utile perché racconta molto anche delle difficoltà (anche formali) che le amministrazioni si trovano ad affrontare quando si tratta di usare denaro pubblico.
La vicenda nasce quando il magistrato relatore per i conti degli enti locali rimette al collegio alcuni profili ritenuti irregolari nei conti dell’amministrazione. La prima irregolarità consisteva nel fatto che, nel 2006 si erano succedute le due econome e, tuttavia, era stato presentato un unico conto giudiziale anziché due separati, Una mancanza che spiega perché, per l’anno 2006, le due econome dovranno pagare in solido.
Ma il punto più interessante è senz’altro quello delle spese che, come scrivono i magistrati contabili, «non apparirebbero in linea con la legittimità».
Qui la sentenza entra nel dettaglio e distingue varie posizioni. Per quanto riguarda i regali in occasione di pensionamenti (330 euro), le spese natalizia per panettoni, addobbi, omaggi e rinfreschi (498 euro) e i telegrammi di condoglianze per la morte di familiari di dipendenti e amministratori (89 euro), il collegio ha deciso di non condannare le econome, sebbene «non appaiano in linea con un uso del denaro pubblico degno di encomio (ad esempio le spese per necrologi possono ritenersi ammissibili solo se sostenute in occasione della morte di personale dipendente o in quiescenza, oppure di personalità anche estranee al Comune al fine di commemorarne la personalità e l’attività scientifica svolta a favore dell’ente stesso». Per questo la corte invita a non ripetere tali spese che comunque «appaiono cementare rapporti soprattutto nell’ambiente lavorativo, curando interessi di relazione non in contrasto con le finalità dell’ente». Stesso trattamento per le spese per l’organizzazione di manifestazioni ed eventi per la collettività, ritenute consone alle finalità dell’ente. Discorso diverso, invece, per le spese per pranzi e rinfreschi e il rimborso spese «genericamente qualificato, ma riferito a regali, spese natalizie, pranzi e rinfreschi». Per queste la corte ricorda come la giurisprudenza abbia dichiarato che «devono assolvere a una funzione rappresentativa dell’ente verso l’esterno». Bene, nel caso in esame «i citati esborsi effettuati non hanno evidenziato la funzione suddetta e non hanno , quindi, adeguatamente giustificato le spese».
Per questo le gestioni contabili chiudono, per la corte, con un debito di 942 euro, che le econome dovranno restituire in solido.
Sono stati, invece, trasmessi gli atti alla procura contabile per le spese telefoniche, ritenute eccessive, per le ricariche dei cellulari del capo operaio e degli altri operai: si tratta, in totale, di 2.475 euro.(l.c.)
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