La manifestazione
«Dovete restituire 700mila euro»
La Corte dei Conti cita a giudizio l’ex sindaco Favilla e la sua maggioranza per i contributi al Polo Fiere
LUCCA. L’ex sindaco Mauro Favilla, diciannove ex consiglieri comunali e l’ex dirigente dei servizi finanziari del Comune sono stati citati a giudizio dal procuratore della Corte dei Conti per un presunto danno erariale di 700mila euro. La vicenda riguarda due tranches di ricapitalizzazione del Polo Fiere che, stando alla magistratura contabile, non avrebbero dovuto essere deliberate in quanto violavano l’articolo 6 del decreto Tremonti datato 2010 che vietava l’operazione a favore di società partecipate in perdita per tre o più esercizi consecutivi come effettivamente era il Polo Fiere. Il procuratore contabile Angelo Canale ha fissato il procedimento per il 14 febbraio 2014 chiedendo per il sindaco Mauro Favilla un risarcimento allo Stato di 300mila euro (75mila euro, il 30%, riferito al secondo finanziamento di 250mila euro alla società partecipata Lucca Polo Fiere & Tecnologia, 225mila euro, il 50% dell’importo complessivo, riferito al primo finanziamento di 450mila euro) mentre i restanti 400mila euro dovrebbero essere risarciti in parti uguali (20mila euro ciascuno) dall’ex segretario Turturici e da 19 consiglieri dell’allora maggioranza che votarono a favore: Fabbri, Fava, Checchia, Martinelli, Buchignani,Venturi, Andreoni, Micheloni, Bertani, Garbini, Panelli, Mura, Allegrini, Torri, Agnitti, De Luca e Lotti (tutti difesi dall’avvocato Giuseppe Toscano), Fazzi (difeso dall’avvocato Alberto Del Carlo) e Dinelli.
La linea difensiva. Ora la palla passa ai giudici contabili per l’udienza di trattazione. Un mese e venti giorni prima i legali degli indagati possano presentare memorie e documenti e i giudici se lo riterranno opportuno potranno chiedere ulteriori approfondimenti e chiarimenti agli organi inquirenti. Per la difesa del sindaco e dei consiglieri la delibera di indirizzo da 450mila euro per la ricapitalizzazione del Polo Fiere non è mai transitata in consiglio comunale. È semmai la Lucca Holding che ha effettuato quella ricapitalizzazione mentre i consiglieri comunali sotto inchiesta non hanno mai votato quella delibera. Non solo. Quella tranche è precedente al decreto Tremonti. Quindi, per la difesa, la formulazione dell’imputazione è del tutto illogica. Per quanto concerne la seconda tranche - quella da 250mila euro - i consiglieri non avrebbero operato una ricapitalizzazione, ma fornito una linea d’indirizzo al cda di Lucca Holding. In buona sostanza con quel voto il sindaco e i consiglieri avrebbero chiesto al consiglio di amministrazione della partecipata di valutare se sussistevano i presupposti per la ricapitalizzazione. Quindi era il Cda a dover entrare nel merito della questione e a verificare la fattibilità di quel contributo. Ma quella tranche c’è un altro motivo che fa ben sperare la difesa: il decreto Tremonti non si applica alle partecipate che hanno come programma lo svolgimento di servizi di pubblico interesse come nel caso del Polo Fiere che prevede la valorizzazione del complesso immobiliare dell’ex area Bertolli.
Controdeduzioni. Per il magistrato contabile il danno all’Erario si configurerebbe comunque a causa di «un difetto di controllo». E per questo chiede il processo.
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