La manifestazione
Belvedere, 17 posti di lavoro a rischio
La Rsa nel centro di Barga ha problemi di rapporti con l’Asl. Preoccupata l’amministrazione
BARGA. Diciassette posti di lavoro a rischio alla Residenza sanitaria assistita “Belvedere” di Barga. Una vicenda che è stata affrontata in un incontro tra le maestranze, i sindacati e la proprietà, alla presenza anche del vicesindaco Alberto Giovannetti.
Il problema, ha spiegato l’azienda durante l’incontro, è legato ai rapporti con l’Asl: «Il mancato riconoscimento da parte delle Commissioni Uvm delle quote sanitarie in presenza di Isee del nucleo familiare favorevole, fa venire meno un rilevante apporto economico previsto nei livelli essenziali di assistenza spettante ad ogni cittadino. Inoltre per i destinatari delle prestazioni è previsto il diritto di libera scelta nell'ambito delle Rsa accreditate e convenzionate, norma che viene disapplicata in contrasto con le vigenti normative regionali in materia. Dopo che la Belvedere ha investito nella riqualificazione del proprio personale e della struttura per poter essere accreditata, si trova oggi in una situazione difficile: la Asl non applica il principio sancito dalla legge, della libera scelta del cittadino tra strutture pubbliche e private, inducendo i pazienti a scegliere le Rsa pubbliche o ad evitare il ricovero per difficoltà finanziarie. Si pensi che le Rsa pubbliche sono state appaltate con contratti che prevedono un pagamento fisso per posto letto,senza tener conto degli ospiti effettivamente presenti nella struttura».
Il vicesindaco Giovannetti ha espresso la preoccupazione dell'Amministrazione Comunale per il rischio di chiusura di quella che e' l'azienda piu' importante del centro storico di Barga, le organizzazioni sindacali presenti al tavolo(Fisascat Cisl e Uil Fpl) manifestano «la loro viva preoccupazione per il verificarsi di una simile eventualità che causerebbe una rilevante flessione occupazionale diretta ed indiretta, garantendo il loro impegno a rappresentare questa situazione al Prefetto di Lucca prevedendo un confronto con il direttore generale della Asl allo scopo di ricercare una possibile soluzione. Pur nel quadro di un giusto risparmio di risorse pubbliche non si deve penalizzare il settore privato che in questo caso attraverso la professionalità e dedizione dei propri operatori offre un servizio utile ai cittadini, in particolare a chi trova difficoltà ad assistere soggetti anziani non autosufficienti presso le proprie abitazioni e necessita di sostegno economico per l’inserimento in una struttura adeguata».
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