La manifestazione
Vino e turismo, risorse inesauribili
I percorsi didattici nelle fattorie sono affollati da turisti italiani e stranieri che vanno alla ricerca di prodotti genuini
MONTECARLO. La scusa che conduce ai vigneti è sempre quella di assaggiare un bicchiere di vino - toscano, lucchese - da portare a casa come souvenir. Poi, nel contesto della campagna, calice in mano davanti a un tagliere di formaggi e salumi, è naturale l’esigenza di una passeggiata tra i corridoi dritti dei filari, il desiderio di sbirciare il passamano di casse colme di grappoli, di avvicinarsi ai tini e seguire l’odore del mosto fino alle cantine.
È su queste suggestioni che le aziende vinicole della lucchesia, da Montecarlo alle Colline lucchesi fino alla Valle del Serchio, hanno sviluppato la propria offerta turistica, vendendo bottiglie, ma soprattutto facendo conoscere i prodotti locali e la storia del territorio e della “gente” del podere.
Un sistema che, poi, vale in termini di esportazione in tutti gli angoli del mondo, «perché -sostiene Gabriele da Prato, proprietario del Podere Concori, a Gallicano - mica tutti lo sanno che il vino non nasce in bottiglia; e quando americani, olandesi, giapponesi vedono, ad esempio, pestare gli acini nei tini, ci vanno in mattia».
Da Pasqua a ottobre Concori organizza percorsi didattici: si comincia con un giro in azienda, vengono mostrati i diversi suoli e vitigni, la tecnica di coltura - sono specializzati in biodinamica - fino ad arrivare alla degustazione, dunque anche alla vendita.
Col vino vengono serviti prodotti locali, di filiera corta.
Per attrarre food trotter o gastronauti gli imprenditori agricoli lavorano insieme: «La nostra promozione e l’offerta turistica - dichiara Da Prato - si basa sulla organizzazione di eventi specifici sempre legati alle eccellenze dei nostri presidi Slow Food, dunque fagioli, pesce azzurro, prosciutto e formaggi».
La qualità, il passaparola, la vetrina del sito web fanno poi il resto.
Ossia un progressivo incremento nelle esportazioni dell’etichetta Melograno, attraverso piccoli distributori, in Canada, Giappone, Stati Uniti. Turismo d’elite anche alla Fattoria del Teso che ospiterà ad ottobre, per una degustazione, i partecipanti del Kursaal Car Club per il Grand Tour di Montecarlo di auto storiche.
«I turisti apprezzano le proposte di wine tasting in fattoria - spiega Samanta Giannini, responsabile eventi del Teso - e l’offerta, grazie alla lungimiranza dei proprietari, i Chiofenti, è stata declinata anche con esperienze esclusive.
«L’opportunità, ad esempio, di affittare in fattoria l’area barbecue: una grande veranda con caminetto circondata da piante di gelsomino. Forniamo un cesto con varie tipologie di carne da arrostire, pane, verdura, vino e olio».
Oltre la degustazione la visita dei vigneti e della cantina, tra botti in legno gigantesche per il vino bianco o rosso o piccolissime per il vin santo, anche il Teso ha la sua strategia di marketing.
L’azienda ha avviato quest’anno un programma di iniziative legate all’arte, in occasione di Bagni di Lucca Art Festival e, da tempo, si è organizzato con i tour operator che dalla Spezia portano nel podere piccoli gruppi di croceristi provenienti da tutto il mondo.
L’evoluzione delle aziende produttrici, che in molti casi è rappresentata anche in progetti di ristrutturazione e ampliamento degli edifici agricoli, oltre che nell’acquisto di macchinari specifici per la raccolta così come per l’imbottigliamento e l’etichettatura, esercita dunque un potere attrattivo per i visitatori.
La famiglia Fontana, proprietaria della Tenuta del Buonamico, ha costruito in azienda un percorso di visita e degustazione aperto dodici mesi, con una cantina storica, “l’inferno”, che conserva tutte le annate dal 1964 in poi, e una terrazza che si affaccia sul magazzino e apre la vista sul paese di Montecarlo, uno dei più belli e suggestivi dell’intera provincia.
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