La manifestazione
Un tribunale sottosopra tra scatoloni e telefoni ko
Stanze e uffici divisi in due o ridisegnati per ospitare magistrati e archivi E dipendenti smarriti, in mezzo a scaffali da pulire e fascicoli da sistemare
LUCCA. La prima vittima dell’accorpamento delle sedi giudiziarie di Lucca e Viareggio c’è già: la vecchia biblioteca del tribunale Galli Tassi. Qui si facevano consultazioni professionali, e ogni tanto si festeggiavano i dipendenti che andavano in pensione. Ora, al suo posto, ci sono due stanze, ricavate tirando su un muro di comodo. Una ospiterà le udienze per le separazioni dei coniugi. L’altra è immersa tra scatoloni e pile di fascicoli. E anche se oggi si stenta a crederlo, è la stanza che ospiterà gli atti dei processi penali di Viareggio. Anzi, dell’ “ex Viareggio”, come suggerisce senza pietà il cartello all’esterno. Facendo sospettare che non l’abbia scritto un versiliese.
Sistemazioni precarie. All’interno, alcuni dipendenti che fino a venerdì scorso hanno lavorato nel tribunale di via Bixio, oggi chiuso, provvedono a sistemare atti giudiziari e computer, pulendo gli scaffali con l’alcol etilico. Si danno da fare per sistemarsi come meglio possono. Non serve un perito, d’altronde, per capire che lo spazio per la nuova cancelleria penale ricavato al posto dell’ex biblioteca del Galli Tassi, non è ideale. In una cancelleria bisogna accedere uno per uno e con un impiegato che fa da filtro. Ma tant’è. Stanze nuove o inutilizzate non ci sono, e con questo bisogna fare.
Un cantiere sottosopra. A Lucca sono già arrivati - e altri arriveranno - fascicoli e atti dei procedimenti della Versilia. Una valanga di lavoro che contribuirà a ingolfare l’attività del tribunale lucchese: così dicono gli avvocati. Ma l’impressione è che, per ora, il problema non sia soltanto se e come si incepperà la macchina della giustizia, già piuttosto provata. Il timore del semplice utente, ma anche del professionista, è che l’accorpamento Lucca-Viareggio si scontri con la necessità di gestire un flusso di materiale e di lavoro delicato come quello giudiziario, senza averne i mezzi e gli spazi. Basta fare un giro per il tribunale, del resto, per capire come quello che dovrebbe essere un palazzo di giustizia dal volto impeccabile sia al momento un enorme cantiere sottosopra. Nastri bianchi e rossi ricoprono il materiale in attesa di trovare una sistemazione; scatoloni, fotocopiatrici e panchine paiono attendere delle braccia pietose che trovino loro una collocazione adeguata. E tanti telefoni ancora non funzionano, o non ci sono neppure: la rete interna deve essere messa a punto di nuovo. Sembra di essere in una specie di limbo, una zona dove tutto è di passaggio. E ovviamente questo non vale solo per gli oggetti. A mostrare smarrimento sono soprattutto i magistrati e i dipendenti, che passano da un ufficio all’altro. Non solo metaforicamente: «La nuova stanza del giudice? Dovrebbe essere quella», si sente dire nei corridoi. E lo stesso vale per gli spazi che vengono ridisegnati e riadattati. Come detto, il vecchio Galli Tassi non aveva la possibilità fisica di ospitare al proprio interno Viareggio, e perciò ha dovuto riorganizzarsi. Ma l’equilibrio sembra reggersi su un filo sottile.
Si teme il peggio. È il caos, insomma. E - secondo quanto dicono i legali - non è ancora niente. Lunedì ripartiranno le udienze, in questa settimana sospese in tutta Italia per lo sciopero degli avvocati per i referendum sulla giustizia. Il vero test sarò allora. Come spiega l’avvocato viareggino Riccardo Carloni in basso, ci sono delle difficoltà oggettive per una sede giudiziaria che negli anni si è rivelata adeguata a coprire un determinato carico di lavoro, ma che si vede aumentare quello stesso carico di due terzi. La Versilia porta con sé migliaia di fascicoli, di procedimenti, di documenti. Porta con sé imputati, testimoni, detenuti che devono essere scortati, persone che si recano in tribunale per una separazione. E la domanda se il risparmio in termini economici possa essere compatibile con un’amministrazione lineare e trasparente della giustizia, è tutt’altro che campata in aria.
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