La manifestazione
«Ticket sui bus turistici, Lucca non segua Firenze»
Tour operator, noleggiatori e guide preoccupati dopo le decisioni prese dalla giunta Renzi. «Un aumento nella nostra città sarebbe drammatico»
LUCCA. Che Lucca non si adegui a Firenze circa i rincari dei ticket di ingresso alla città dei bus turistici. Un monito che suona come una speranza, velata però dal timore di una sottile minaccia che in queste ore si fa strada tra gli operatori turistici. Che non ci stanno a subire soprusi e imposizioni che, dicono, porterebbero inesorabilmente verso la crisi del settore.
Sono inferociti i tour operator e gli operatori del noleggio dei pullman di fronte alla novità, arrivata a Firenze a sorpresa all’inizio di settembre, con un preavviso di soli pochi giorni che ha seriamente messo in difficoltà gli addetti ai lavori.
Si tratta in sostanza di un incremento sul ticket di ingresso da 240 a 400 euro per ogni entrata in città. E senza alcun diritto di parcheggio.
Il che significa che ogni ticket vale per un solo gruppo, da rinnovare quindi se il bus effettua più viaggi al giorno, in entrata e uscita per portare nuovi gruppi.
«Una scelta improponibile – tuonano gli operatori – considerando che in metropoli come Parigi e Roma il pacchetto che spesso comprende anche la sosta in un’area attrezzata e con servizi, non va oltre 80 euro».
Il caso di Firenze ha provocato una protesta sfociata lunedì scorso in una manifestazione che ha coinvolto il 90% delle aziende toscane, con un centinaio di pullman che hanno mandato il tilt il traffico per tutta la mattina.
Ma nuove proteste sono in atto, una delle quali potrebbe svolgersi in concomitanza con i Mondiali di Ciclismo.
«Se per adesso il caso coinvolge solo Firenze, ciò non significa che “per fare cassa” altri Comuni non seguano questo assurdo esempio» dice la guida turistica Linda Lorenzetti, anima della cooperativa La Giunchiglia, la quale lancia un appello agli amministratori lucchesi affinché non prendano in considerazione lo “scellerato” comportamento dei colleghi fiorentini che, oltre alla bella sorpresa, hanno pure evitato di ascoltare i dimostranti.
Per adesso gli operatori lucchesi possono dormire sonni tranquilli. Gli accordi con l’amministrazione comunale prevedono infatti una tassa di accesso alla città di 80 euro per pullman che scende a 64 con la guida.
I fatti di Firenze hanno comunque provocato un vero terremoto tra gli operatori turistici che temono forti ripercussioni sul settore più proficuo per l’economia della regione. Staremo a vedere gli sviluppi di una situazione ormai incandescente.
Mentre auspica che Lucca non venga coinvolta nel problema, Linda Lorenzetti rivolge un nuovo accorato appello alle istituzioni cittadine, affinché si risolva, una volta per tutte, il problema dei servizi igienici. «Praticamente inesistenti – spiega – e comunque insufficienti alle esigenze dell’utenza, la cui fruizione diventa difficile in assenza di monete. Servono infatti 60 centesimi precisi per usare i bagni di Itinera, perché mancano macchinette per cambiare le monete. Impossibile prendere in considerazione i servizi del Carmine che non hanno orario continuato e si presentano in condizioni vergognose. Restano quelli in via Pescheria, dove per fortuna c’è una persona che cambia il denaro. Ma sono pochi e spesso ci si rivolge in un bar, dove si consente l’uso solo dietro consumazione. Una situazione che va risolta al più presto, diventata ormai un chiodo fisso per gli operatori turistici, sempre più imbarazzati di fronte alle richieste dei turisti».
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