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Piantagione di droga in mezzo agli olivi

Piantagione di droga in mezzo agli olivi

Scoperta dai carabinieri a Matraia che arrestano un uomo e ne denunciano altri due. Un giro illegale da 700mila euro

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LUCCA. Nel verde della colline a nord di Capannori, a Matraia, tra alberi di olivo e rustici di valore architettonico, c’era una maxi piantagione di cannabis.

L’hanno scoperta i carabinieri, che hanno arrestato un residente di Monsagrati e denunciato due persone: il proprietario dell’appezzamento di terreno e il figlio.

Dalle piante (oltre cento tra quelle interrate e quelle nei vasi, alcune alte oltre un metro), si sarebbe potuti ottenere circa 120 chili di marijuana del valore di non meno di 700mila euro.

In carcere ora si trova Daniele Sartini, 39 anni, conosciuto dalle forze dell’ordine per questioni legate alla droga, indicato come colui che si occupava della coltivazione illegale avendo allestito nella sua abitazione una serra e un essiccatoio.

L’operazione è scattata, stando alla ricostruzione dell’Arma, dopo che venerdì mattina alcuni militari della stazione di Ponte a Moriano in servizio di ricognizione su un elicottero dei carabinieri del nucleo di Pisa sorvolando la zona collinare di Matraia avevano visto decine di piante nascoste in mezzo a un oliveto. Immediata la segnalazione al comando provinciale che aveva dato il via alle indagini, condotte dai militari della stazione di Ponte a Moriano.

Ieri mattina la svolta.

I carabinieri di Ponte a Moriano, arrivati in località Sacconi, si sono appostati e hanno sorpreso Sartini che secondo le accuse era intento a curare le piante. Stando alle imputazioni, la semina iniziava a Monsagrati.

Una successiva perlustrazione nei campi condotta anche con l’ausilio dei militari della Compagnia e dagli uomini della stazione di Piegaio ha consentito di scoprire un essiccatoio anche all’interno di un fondo nelle immediate vicinanze della piantagione.

I carabinieri hanno poi trovato (e posto sotto sequestro) strumenti tecnici utilizzati per ricavare la marijuana dalle foglie della canapa indiana. Nei guai anche il proprietario del terreno (un pensionato di 73 anni) e il figlio quarantenne, entrambi residenti a Matraia, adesso accusati di aver dato in gestione il campo a Sartini e di essere a conoscenza di quanto stava avvenendo.

A Monsagrati, i carabinieri hanno portato alla luce un serra realizzata nella casa di Sartini usata per far crescere le piantine.

In un’altra serra, invece, c’erano un essiccatoio e lampade utilizzate per far crescere rigogliose le piantine di cannabis.

Pochi giorni fa la Compagnia dei carabinieri di Castelnuovo avevano arrestato un 45enne, residente a Ghivizzano e sequestrato otto piante di marijuana, 250 grammi già pronta per essere messa in busta e 750 euro in contati. L’orto illegale era stato ricavato in mezzo a pomodori, filari d'uva e granturco, che servivano a coprire la visuale di otto piante di cannabis alta da un metro e mezzo a due e mezzo, molto rigogliose e ricche di germogli con la sostanza attiva ormai matura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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