Il dolore
La produzione aumenta del 5%
Annata buona grazie alla maturazione senza stress dei grappoli
MONTECARLO. Le aziende vinicole sono pronte a brindare al millesimo 2013 che, a differenza delle ultime due annate, riporta la vendemmia ai tempi tradizionali. «La raccolta, infatti - conferma Coldiretti Lucca -, si avvierà dalla terza settimana di settembre, protraendosi, probabilmente, fino alla prima di ottobre».
E sia per la sempre più diffusa cultura del vino sia per le pur brevi opportunità di lavoro, associazioni di categoria e imprese agricole sono state inondate di curricula di persone che fanno domanda per essere impegnate tra i filari.
L‘annata 2013 «Avremo una crescita della produzione del 5%; - afferma Sonia Giorgi, segretaria di zona Coldiretti Lucca - È un’annata buona, dovuta a una maturazione lenta dei grappoli che non hanno sofferto lo stress delle temperature troppo elevate».
Le piogge di primavera hanno consentito alle viti di accumulare riserve d’acqua e le forte escursioni termiche giorno /notte verificatesi nella seconda metà di luglio e nel mese di agosto hanno favorito uno sviluppo equilibrato degli acini che produrranno un vino particolarmente aromatico. Niente a che vedere con la vendemmia precoce 2012, vittima di ben sette anticicloni, che per l’Italia è stata la meno abbondante degli ultimi sessant’anni.
Le produzioni nostrane L’estensione della vite e la produzione vinicola nel territorio lucchese non può competere con i volumi di quella senese o grossetana, ma negli anni ha sviluppato un notevole miglioramento qualitativo, grazie a più accurate misure di controllo, al ringiovanimento delle cantine e alla crescita professionale dei viticoltori. Il risultato? Una maggiore diffusione sul mercato, incluso quello estero. Da non meravigliarsi, dunque, se le etichette dei Doc e gli Igt di Montecarlo e delle Colline Lucchesi e quelle delle maggiori aziende della provincia vengono stappate in nord Europa, Usa, Canada, Australia, Giappone e Cina dove l’attenzione alle piccole produzioni si basa molto anche sul fascino che esercita la storia delle famiglie produttrici e dei poderi.
Occupazione La cultura del vino è tornata di moda: si comincia con i corsi di degustazione, poi la gita alla tenuta, infine la pratica della campagna e della vendemmia. Ma se per alcuni armarsi di forbici e ceste e stare accovacciati tra i filari è, soprattutto, un’esperienza fisica e conviviale, per molti è un’opportunità di occupazione. «Coldiretti, che ad oggi ha provveduto a circa un’ottantina di contratti, - dichiara Giorgi - continua a ricevere curricula di giovani, pensionati, cassaintegrati che sperano di essere impiegati almeno per il periodo della raccolta: una settimana, al massimo due di lavoro». Segno della crisi e della società che cambia. (t.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
