Il Tirreno

Lucca

Slow Food a “congresso” a Ghivizzano

Riunione fra le 33 “condotte” regionali. «Bisogna puntare soprattutto sulla promozione in loco»

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GHIVIZZANO. L'associazione Slow Food è al suo punto di svolta, e si avvia verso il congresso nazionale con molti dubbi e tanta voglia di fare. Questo il sunto dell'assemblea regionale delle condotte Slow Food della Toscana, svoltasi ieri mattina nell'incantevole cornice di Ghivizzano Castello. Oltre trenta i delegati delle varie delegazioni locali, che si sono confrontate su temi di largo respiro, e soprattutto sulle strategie per valorizzare il lavoro compiuto in tutti questi anni.

Dopo il saluto del sindaco Valerio Amadei e del consigliere regionale Marco Remaschi, gli interventi dei delegati. Due sono le problematiche emerse: il coinvolgimento degli iscritti all'associazione attraverso una quota di adesione, e soprattutto il coordinamento di progetti e territori. La presidente regionale di Slow Food Raffaella Grana (della condotta di San Miniato) ha recepito le richieste della base, ma pone l'attenzione sulla necessità di avere una linea comune: aSe siamo uniti, si avrà possibilità di incidere - afferma -, perché il nostro scopo è coinvolgere produttori e consumatori. È vero che ogni territorio ha le sue specificità, ma serve unità d'intenti».

Delle 33 condotte regionali, la Valle del Serchio, anche nel campo della promozione delle eccellenze enogastronomiche, ha dimostrato di essere molto più avanti della politica e i suoi campanilismi. Infatti, da due anni le associazioni di Mediavalle e Garfagnana sono diventate una cosa sola. A capo della condotta c'è Alessio Pedri (di Piazza al Serchio), coadiuvato dai figli d'arte Davide ed Elso Bellandi, il conosciutissimo Andrea Bertucci e gli altri collaboratori dell'Alta Garfagnana: «Ci diamo da fare per valorizzare i prodotti della nostra terra - afferma Pedri - e per vari motivi è difficile partecipare a tutti gli eventi che vengono organizzati sul territorio nazionale. Nonostante Slow Food si stia evolvendo, noi cerchiamo di mantenere lo spirito originario. Insisteremo soprattutto sul territorio, portando avanti i progetti che riterremo più interessanti e funzionali. Il momento economico è difficile, e si va avanti con quel che si può».

Davide Bellandi, da anni impegnato nell'azienda di famiglia “L'antica Norcineria”, conviene in tal senso: «Ci siamo uniti due anni fa per incentivare i produttori di tutta la Valle e gli attori del sistema, ed è importante andare in giro. Ma serve soprattutto promuovere in loco, come si è fatto ad esempio con Norcini a Castello oppure col progetto "Orto in condotta", che coinvolgerà direttamente le scuole del territorio con la sperimentazione di un orto didattico». Suo fratello Elso è concreto: «Ogni evento di Slow Food è finanziato con quote dei soci e proventi delle manifestazioni, non ci sono contributi pubblici a pioggia, perché non siamo un'associazione di categoria. Ecco perché bisogna studiare progetti che consentano di unire territori vicini, senza dimenticare la storia di ognuno».

Nicola Bellanova

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