Trepidanti ed emozionati baby consiglieri al debutto
Il racconto di Pietro: «Il sindaco ci ha invitati personalmente, con una lettera»
LUCCA. «Avrei il piacere di averti con me in processione. Ci troviamo in piazza San Frediano, poco prima della partenza».
Pietro sventola la lettera con orgoglio. È la sua prima lettera ufficiale e ancora fatica a trattenere l'emozione, perché lui, dieci anni, la scuola appena iniziata e un ruolo importante da ricoprire nel consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, non aveva mai pensato di poter sfilare un giorno accanto alle istituzioni cittadine proprio in occasione della processione della Santa Croce.
La timidezza trapela dai suoi occhi azzurri e dalle guance che si fanno rosse non appena gli viene chiesto come si senta al pensiero di questo appuntamento.
La lettera che tiene fra le mani è indirizzata proprio a lui, e in fondo porta la firma del sindaco Alessandro Tambellini che lo invita personalmente alla processione di Santa Croce. «Ritrovo piazza San Frediano, ore 20», c’è scritto.
E così Pietro Tuccori ieri sera era lì, puntuale, vestito elegante, accompagnato dai genitori e dalla sorella Gaia, insieme agli altri ventotto baby consiglieri, anche loro invitati ufficialmente dal primo cittadino, eletti nel consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze.
Tutti quanti con la lettera in mano e uno sguardo a metà tra il divertito e il preoccupato.
Nove, dieci, undici, dodici e tredici anni: eccoli gli studenti-consiglieri delle scuole primarie e medie della città, veri animatori di un organismo che, riattivato con le elezioni di un anno fa, svolge un'importante funzione di rappresentanza e di aggregazione giovanile, oltre che di partecipazione alla vita sociale e culturale della città.
Studiano gli articoli della Costituzione Italiana, approfondiscono le questioni e le vicende storiche su cui poggia il nostro paese, presentano le problematiche delle scuole che frequentano e che vivono ogni giorno e avanzano proposte, suggerimenti e desideri su come vorrebbero che fosse la propria città.
«Siamo tutti uguali - racconta Pietro, poco prima di raggiungere il sindaco che ci aspetta in piazza San Frediano - non ci devono essere discriminazioni per il colore della pelle, per il sesso, religione, idee o provenienza. Su questo punto ci siamo soffermati tanto e io sono d'accordo. Sarebbe tutto più facile se ce lo ricordassimo sempre: arriveremo a guardare le persone per quello che sono, fanno o dicono. E basta. Nel consiglio porto le problematiche della mia scuola, la primaria di Sorbano del Vescovo: ad esempio la mensa. Il cibo non è tanto buono ed è peggiorato rispetto agli altri anni».
Pietro è stato eletto a maggio e ha già partecipato a quattro sedute del consiglio; gioca a calcio da quando ha sei anni e fra un anno esatto sederà fra i banchi di una delle scuole medie del comune.
«Parliamo di inclusione dei bambini disabili - continua - di integrazione, senso di comunità e senso civico».
Lo stesso senso civico che si sente addosso Renato Gnech, dieci anni, alunno della scuola primaria di San Vito. Anche lui era in processione ieri sera, in prima fila con i suoi compagni e colleghi consiglieri.
Per Renato l'elezione ha significato anche poter concretizzare il desiderio di fare qualcosa per il suo compagno di classe con sindrome di Down.
«Questa è un’esperienza formativa molto importante - spiega la mamma di Renato -. I bambini questa sera sono tutti molto emozionati. È un'ottima iniziativa anche per far crescere in questi ragazzi il senso di responsabilità, soprattutto nei confronti di tutti gli altri compagni che li hanno eletti. Ascolto Renato e gli altri bimbi del consiglio e penso che non sia tutto perduto: grazie anche alla coordinatrice del progetto, Valeria Giorgi, imparano a confrontarsi, ad ascoltare, a notare ciò che li circonda per migliorare l'ambiente in cui vivono».
Sogni a voce alta e progetti concreti, con gli occhi e la trasparenza di chi lo vede davvero e per intero un mondo migliore. Più giusto, più aperto, più onesto. O semplicemente, più semplice.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
