Il Tirreno

Lucca

Palmeri esce dal carcere dopo 88 giorni

di Luca Tronchetti
Palmeri esce dal carcere dopo 88 giorni

Procura e giudice accolgono l’istanza del legale dell’ex capo dei Bulldog e danno parere favorevole agli arresti domiciliari

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LUCCA. Esce dal carcere alla vigilia di Santa Croce dopo averci trascorso l’intera estate. Ottantotto giorni dietro le sbarre dopo l’ennesimo pestaggio ai danni di un cameriere avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 marzo scorso. Andrea Palmeri, 34 anni, estremista di destra conosciuto come «Il Generalissimo» negli ambienti ultras e capo indiscusso dei disciolti Bulldog, da ieri mattina si trova nella sua abitazione a San Filippo. Agli arresti domiciliari senza possibilità di uscire per andare al lavoro. L’ennesima istanza presentata dal suo legale ha ricevuto prima l’okay della procura e successivamente il placet del giudice delle indagini preliminari Giuseppe Pezzuti. Tuttavia, ad oggi, la vittima dell’ultima aggressione non avrebbe ricevuto un euro a titolo risarcitorio come parziale scusante del pugno in pieno volto che costrinse Stefano Benassi, 34 anni, dal dicembre 2011 residente a Lucca, ad un intervento di chirurgia maxillo facciale. La contestazione. Palmeri venne arrestato nel pomeriggio del 17 giugno scorso dal commissario di polizia Virgilio Russo mentre passeggiava in via San Paolino. Il capo della Mobile gli notificò l’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Alessandro Dal Torrione dopo che un mese prima gli era stata notificata la sorveglianza speciale per due anni. Ad aggravare la posizione dell’estremista di destra la perizia medico legale predisposta dal sostituto procuratore Enrico Corucci su Stefano Benassi, il giovane di sinistra colpito con un pugno devastante all’occhio sinistro mentre si trovava fuori dal pub l’Ottavo Nano in via Cantore. Perizia che certificò come le lesioni fossero superiori ai 40 giorni di prognosi (periodo necessario per procedere all’arresto) e abbiano comportato un indebolimento permanente di un organo della vista. Così a fine maggio la procura chiese l’arresto disposto successivamente dal gip. Palmeri è accusato nella circostanza di lesioni gravissime, porto abusivo di coltello, minaccia aggravata e atti contrari alla pubblica decenza e il provvedimento restrittivo trovò ragione anche nella reiterazione del reato e nella recidiva specifica infraquinquennale. Il 9 marzo l’arresto non era stato possibile perché la prognosi stilata dall’ospedale per il cameriere era di 27 giorni e non consentiva l’emissione della misura. Subito dopo l’ordinanza il suo legale ha chiesto la revoca o l’attenuazione della misura al tribunale del Riesame di Firenze e al gip di Lucca ottenendo sempre parere contrario. Sino alla recente formulazione di una nuova istanza.

L’inchiesta. L’indagine della polizia sul pestaggio del cameriere è conclusa da tempo e adesso la procura è pronta a chiedere il giudizio immediato vista l’evidenza della prova del reato: dalle testimonianze convergenti alla consulenza medicolegale.

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