La manifestazione
Operaio arrestato per tentato omicidio
Sperona l’auto del fratello e della cognata che finisce in un dirupo dopo un litigio culminato con il lancio di una roncola
COREGLIA. Il rancore a lungo covato per ragioni di carattere familiare porta l’operaio a speronare il piccolo fuoristrada con alla guida il fratello maggiore e accanto la cognata. L’auto rompe una staccionata, finisce sotto la sede stradale, si ribalta e rischia di precipitare in una scarpata con i coniugi che riportano traumi e contusioni. Un episodio d’ estrema gravità che diventa ancor più inquietante alla luce di quanto accaduto poche ore prima con il lancio di una roncola contro la coppia da parte della stessa persona. Così 68 giorni dopo i fatti contestati - al termine di certosine indagini affidate ai carabinieri di Coreglia - la procura chiede e ottiene dal gip un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti dell’autore del duplice gesto accusato di tentato omicidio. Nei guai finisce Loriano Mariotti, 40 anni, operaio di Coreglia a cui i militari hanno notificato ieri mattina l’atto firmato dal giudice delle indagini preliminari Marcella Spada Ricci.
Il fattore scatenante. Una tragedia evitata per caso con un fattore scatenante davvero banale che s’innesca però in una situazione conflittuale da tempo latente e causata dalla gestione di un anziano genitore. Nel pomeriggio del 5 luglio Luigi Mariotti, 45 anni, il fratello maggiore dell’indagato si trova in località Le Ville a Tereglio. Con lui c’è la consorte. Nella zona si trova un terreno agricolo con annesso ricovero degli attrezzi. La donna apre il ripostiglio e prende una forca. Ma in quell’istante piomba su di lei il cognato che armato di bastone la minaccia, la offende e e poi si scaglia contro il fratello corso in difesa dalla moglie. La coppia si allontana e sale su un vecchio Suzuki Jimny inseguita dal proprietario del ripostiglio che agita una roncola. Sono le 15 quando i coniugi Mariotti si rifugiano in una palazzina di amici ad poche centinaia di metri. Ma ad attenderli fuori c’è Loriano Mariotti armato di pennato. E appena il fratello si affaccia al terrazzo lui gli scaglia la roncola senza riuscire a colpirlo.
Auto speronata. Sono le 17 e la coppia non vedendo più il parente decide di risalire in auto e tornare a Coreglia. Ma percorso poco più di un chilometro nell’affrontare una curva dopo un rettilineo ecco sbucare alle spalle del fuoristrada un’Alfa Romeo 157. Alla guida c’è l’operaio che a forte velocità tampona la Suzuki. Il conducente perde il controllo e l’auto finisce va giù a un metro e mezzo dalla carreggiata ribaltandosi e terminando la sua corsa contro un garage. Qualche metro più avanti sarebbe finita in una scarpata a dieci metri dalla sede stradale. Loriano Mariotti si allontana dal teatro dell’incidente. Suo fratello e sua cognata riescono ad uscire dall’abitacolo e finiscono al pronto soccorso con lesioni guaribili in 7 e 10 giorni per traumi contusivi alle gambe. All’inizio i carabinieri trattano la vicenda come un incidente stradale. Ma appena i coniugi vanno in caserma per redigere il verbale salta fuori la verità. Non si è trattato di un semplice incidente, ma il loro parente ha cercato di ucciderli. I carabinieri di Coreglia avvertono il sostituto procuratore Elena Leone e iniziano a raccogliere le prove: sequestrano le auto e ascoltano i testimoni.
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