Sicurezza
Abitazioni popolari come nelle corti di paese
A Castelvecchio di Compito nel prossimo anno sorgeranno nuovi sei alloggi e gli inquilini condivideranno spazi comuni: dalla lavanderia al salone per le feste
CASTELVECCHIO. Un po' come nelle corti di paese, un po' come le comuni dell'800 e poi degli anni Settanta. Parliamo dei sei alloggi popolari di cohousing che sorgeranno in via del Molino, nella parte bassa del paese. Capannori, ancora una volta all'avanguardia nella bioedilizia dopo le case ecologiche di Marlia (classe A+, le prime in Toscana) e Santa Magherita, realizzerà un complesso con spazi in “cohousing”, che letteralmente si può tradurre come coabitazione, ma è qualcosa più di una semplice convivenza. Nato in Danimarca negli anni ’70, in tempi più recenti ha cominciato a diffondersi anche in Italia. I condomini hanno la loro abitazione (in questo caso quattro alloggi da 73 mq e due da 63 mq) e condividono spazi comuni come la lavanderia, la sala degli ospiti e la dispensa per gli acquisti equo e solidali ed un salone polivalente per cene, feste e giochi per i bambini.
Il cousing incentiva la socializzazione, magari con una grigliata collettiva o un film in compagnia, favorisce lo stare insieme, trasmettendo l'idea che lo spazio pubblico, perché la casa è di proprietà del Comune, debba essere rispettato come fosse il proprio, arrivando a gestire le tensioni.
Non solo sarà una risposta all'emergenza abitativa, ma un luogo di aggregazione ed un modello per l’efficienza energetica e il basso impatto ambientale grazie all’utilizzo del legno e fibra di canapa nelle pareti. Capannori sarà il progetto pilota portato avanti da Comune ed Erp che ha ottenuto dalla Regione il finanziamento di 1 milione e 133 mila euro che coprirà il 100% dei costi e sarà il primo intervento del genere realizzato in provincia di Lucca da soggetti pubblici. Una volta aperto il bando di gara il cantiere aprirà nel 2014 e sarà completato in otto mesi. Si accederà tramite un bando pubblicato dal Comune e si pagherà un affitto calmierato (inferiore ai prezi di mercato). «Non è solo una risposta alla crescente richiesta abitativa da parte delle fasce più deboli della popolazione, ma con il cohousing sarà un luogo di socializzazione e promozione di attività sociali e geestione dei conflitti – spiega il vice sindaco Luca Menesini – I requisiti saranno economici, con un Isee inferiore a 35mila euro, quindi accessibile anche ad una famiglia con dove lavorano entrambe le persone, ma soprattutto sociali. Ad esempio potrebbero ottenere un maggiore punteggio coloro che sono attivi in gruppi organizzati come i Gruppi di acquisto solidale (Gas) o esperienze nel no profit e nel sociale».
«Si tratta di un modello di vita che richiama una tradizione della Piana, quella delle corti – dice l'assessore al sociale Gabriele Bove – un importante e innovativo progetto che aumenterà gli alloggi di edilizia residenziale pubblica sul nostro territorio dove purtroppo sono in aumento anche gli sfratti». Parla di «scelta ambiziosa premiata dalla Regione» il presidente di Erp, Francesco Franceschini.
L’edificio si svilupperà su due piani più un seminterrato. Al piano terra, in una zona centrale, gli spazi del cohousing dove si troveranno la lavanderia, la stanza per gli ospiti, una dispensa e un salone polivalente. Ai lati due appartamenti da 73,50 metri quadrati ciascuno (potrà accogliere anche un diversamente abile), al primo piano altri due appartamenti identici e due abitazioni più piccole di 63 metri quadrati. Lo spazio esterno si articolerà su diversi livelli: una corte con un’area con i giochi per bambini, zona barbecue e giardino.
Nicola Nucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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