Proteste
Fusione, referendum confermato
Si voterà il 6 e 7 ottobre. Per la Regione con l’annullamento si correva il rischio di un danno erariale
BORGO A MOZZANO. Adesso è ufficiale: il referendum per la fusione tra Borgo a Mozzano e Pescaglia si farà. Saranno i cittadini a decidere il prossimo 6 e 7 ottobre se sono favorevoli o contrari alla fusione dei comuni di Borgo a Mozzano e Pescaglia. Il Consiglio regionale della Toscana si è riunito ieri mattina ma, contrariamente a quanto preannunciato, la questione del referendum tra i due comuni della Media Valle non era all’ordine del giorno e quindi nessuna revoca, come richiesto da Pescaglia, è stata approvata.
A cantare vittoria sono adesso coloro che fin dall’inizio erano favorevoli alla fusione, in primis il sindaco di Borgo a Mozzano Francesco Poggi e l’assessore comunale di Pescaglia Mauro Santini. Amareggiati e sorpresi per questa decisione appaiono gli altri membri del Consiglio comunale di Pescaglia, a partire dal sindaco Lando Baldassari e dal capogruppo di opposizione Massimiliano Bernardini. E la Regione proprio ieri ha inviato alle due amministrazioni una lettera nella quale spiega le ragioni per cui la questione della fusione non è passata dal Consiglio, dando di fatto l’ok definitivo al referendum.
«Abbiamo contatto i nostri consiglieri regionali – afferma Massimiliano Bernardini – che ci avevano assicurato che il Consiglio regionale avrebbe esaminato la questione del referendum. Però purtroppo ci è stato detto che martedì sera si è tenuta la riunione di maggioranza alla presenza del governatore Enrico Rossi dove è emersa la volontà di non procedere con un voto di revoca del referendum. Il loro timore è quello di andare incontro a una sanzione della Corte dei Conti per danno erariale in quanto l’80% delle risorse che la Regione ha messo nel bilancio per la fusione sono state già spese». Anche l’assessore Mauro Santini conferma questa notizia: «Sono stato contattato da alcuni consiglieri regionali che mi hanno spiegato le motivazioni per le quali il referendum deve essere fatto. Sono contento che la Regione mi abbia dato ragione: fin dall’inizio io sono stato favorevole al referendum mentre invece altri miei colleghi no. Sono d’accordo che questa importante decisione dovrà essere presa dai cittadini, non mi interessa se a vincere sarà il si o il no. Io sono felice che siano gli abitanti dei due comuni a decidere il loro futuro». «Come ho sempre sostenuto – afferma invece il sindaco Francesco Poggi - la procedura del referendum non si poteva fermare, ma questo non deve essere interpretato come una “tragedia”. Dare la parola ai cittadini, attraverso il referendum, è un atto di democrazia».
Nella lettera partita ieri da Firenze si afferma che secondo la prima commissione regionale, non c’erano i presupposti per la revoca del referendum perché, oltre alla questione economica, i tempi sono stretti. Nei prossimi giorni verranno organizzate delle serate informative nei due comuni, nelle quali verranno spiegate le ragioni dei favorevoli e dei contrari al referendum.
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