Il Tirreno

Lucca

Barga, rabbia per la scuola chiusa Il Comune: tempi non rispettati

di Nicola Bellanova

La ditta che ha avuto l’appalto dal provveditorato regionale è partita in ritardo con i lavori Le piogge degli ultimi giorni hanno causato infiltrazioni, mentre il vento ha scoperchiato il tetto

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BARGA. Mentre a pochi chilometri di distanza, sul fondovalle, un’intera comunità era in festa per l’inaugurazione della nuova scuola materna di Fornaci, nel capoluogo 209 bambini non hanno potuto iniziare il loro percorso di studi perché, nonostante le rassicurazioni avute dall’amministrazione comunale, non si sono conclusi i lavori di sistemazione del tetto della scuola elementare di Barga, in via Pietro Funai. E i genitori, non è mistero, non hanno gradito e si sono accollati tutti i disagi del caso.

Martedì pomeriggio, infatti, a seguito dei rilievi dai servizi tecnici del Comune incaricati di controllare la struttura, è stato rilevato che al primo piano della scuola primaria c’erano pericolose infiltrazioni verificatesi nel fabbricato a seguito dei lavori di ristrutturazione della copertura dell’edificio. Infiltrazioni dovute alle piogge cadute nei giorni scorsi e folate di vento che hanno scoperchiato i pezzi di tetto.

Questi i fatti, conclamati anche dall’ordinanza del sindaco Marco Bonini, che ha disposto l’avvio delle lezioni per lunedì prossimo, salvo complicazioni. Per effetto della solita giungla burocratica, che nel mondo scolastico è ancora più inestricabile, però, il Comune di Barga in questa assurda vicenda è vittima, ancorché ingiustificata. Infatti, i lavori di messa in sicurezza sono stati appaltati dal Provveditorato regionale agli Studi di Firenze, che, dopo aver recepito un finanziamento di 110mila euro girato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ha gestito l’opera per quanto di sua competenza.

Quindi, l’amministrazione comunale, di fatto è beneficiaria: «Ci avevano garantito che avrebbero concluso i lavori per l’avvio dell’anno scolastico e che non ci sarebbero state infiltrazioni – risponde il sindaco Bonini -. E invece, i tempi non sono stati rispettati, e i primi danneggiati siamo noi e gli studenti di Barga».

In sostanza a causa dei ritardi nelle concessioni per lo smaltimento dell’amianto presente su parte della struttura, i lavori, aggiudicati a un’azienda fiorentina, sono partiti solo a fine agosto. L’estensione del tetto è di oltre 1.500 metri quadri, e qualcosa non è andato per il verso giusto.

Ma agli inviperiti genitori, poco importa, contano i fatti. Ieri mattina, nel capoluogo, la tensione si tagliava a fette. La primaria serve 209 ragazzi di Barga, San Pietro in Campo, Castelvecchio Pascoli e le frazioni montane: «Non è modo di prendere decisioni così all’ultimo momento – afferma una mamma che risiede in Piangrande -, perché questo rinvio ha creato problemi a me per il lavoro e i miei suoceri». Ci va giù pesante anche Patrizia: «Vedo che hanno ripreso a lavorare, ma perché queste opere non si fanno invece l’estate? Dov’è chi dovrebbe vigilare? La situazione è stata gestita malissimo, e a pagare sono solo i ragazzi».

Sulla vicenda, tuonano i consiglieri di minoranza del gruppo “Spazio Libero”, che vanno all’attacco del primo cittadino: «Ci si chiede come sia possibile che a poche ore dall’inizio dell’anno scolastico si possa verificare una tale problematica. Malgrado il sindaco in una sua comunicazione voglia scaricare la responsabilità della vicenda sul ministero dell’Istruzione, crediamo che il Comune non sia esente da colpe. Da un sopralluogo da noi fatto, benché non siamo dei tecnici, ci risulta che ad oggi gran parte del tetto sia ancora ricoperto da teli di nailon e crediamo che sia quantomeno improbabile che lunedì sia tutto risolto. Cosa sarebbe accaduto se l’evento atmosferico fosse accaduto stamani (ieri, ndr)?».

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