Il Tirreno

Lucca

Farmacie Lemmi, chiesto il concordato

di Luca Tronchetti
Farmacie Lemmi, chiesto il concordato

Ristrutturazione organizzativa e abbattimento dei costi con la cessione graduale della licenza per i nove punti vendita

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CASTELNUOVO. La crisi non risparmia neanche le farmacie, sino all’inizio del nuovo secolo ritenute una fonte di reddito sicura. Nei giorni scorsi infatti sono state depositate al tribunale fallimentare le istanze di concordato preventivo in continuità che fanno capo al gruppo farmaceutico Lemmi: le Farmacie Lemmi, Diadema e Antica Farmacia Lonate. Tutte società in accomandita semplice intestate a Italo Lemmi, 45 anni, farmacista, residente a Castelnuovo Garfagnana. Si tratta complessivamente di nove punti vendita a Villa Collemandina, Coreglia, Pian di Coreglia, Piazza al Serchio, Castelnuovo, Fosciandora, Gallicano, Marlia e Lonate Pozzolo (Varese), tre depositi controllati a Castelnuovo Garfagnana, Marlia e Gallarate oltre al centro direzionale e amministrativo in via Nicola Fabrizi a Castelnuovo.

Le cause della crisi. I motivi del possibile default aziendale - evitabile se ci sarà l’okay del tribunale alla richiesta di concordato in continuità - stando alla relazione del legale delle società, avvocato Mario Andreucci ,sono da ricercare nell’allungamento della durata dei crediti derivanti dalle prestazioni rese in favore del sistema sanitario nazionale, nella progressione dello sconto imposto in favore del sistema sanitario nazionale, nell’abbattimento dei prezzi dei medicinali, nell’applicazione delle vendite per conto dei farmaci più costosi e di contro nell’aumento cospicuo delle vendite di farmaci equivalenti (da banco). Morale? Fatturato e margine di guadagno ridotti a livello nazionale del 9,1% rispetto al 2011 e un’accentuata contrazione di spesa farmaceutica da parte dell’utenza assieme a una riduzione dei rimborsi del sistema sanitario nazionale. Il tutto considerando una riduzione dei tempi medi di pagamento delle forniture e un aumento dei costi per gli adempimenti normativi e per gli operatori del settore distribuzione farmaci (personale, infrastrutture). A questi grave problematiche si aggiunge l’acquisizione della farmacia di Lonate mediante l’accollo di tutte le posizioni creditorie e debitorie della società con un passivo di 4,5 milioni a fronte di un fatturato annuo di 1,8 milioni. Gli importanti investimenti effettuati dal 2008 ad oggi e capaci di avviare un percorso di crescita della distribuzione all’ingrosso verso l’estero non hanno dato gli esisti sperati anche se il fatturato del Gruppo Lemmi nel 2012 ammonta a 27,8 milioni (63% legato alla distribuzione all’ingrosso e il 37% ai guadagni sui punti vendita).

Situazione patrimoniale. Per le Farmacie Lemmi il passivo è di 18 milioni e 388mila euro e la proposta concordataria prevede la possibilità di soddisfare i creditori privilegiati in misura pari al 100% su un debito di quasi 3 milioni mentre per i chirografari la stima è di circa il 30% su un debito di 14,5 milioni. Occorre considerare che nel patrimonio immobiliare del Gruppo Lemmi sas ci sono la sede del centro direzionale stimata 540mila euro, un magazzino in via Fabrizi stimato 1,2 milioni, un edificio in via Garibaldi per un importo di 162mila euro e la sede della farmacia di Villa Collemandina valutata 225mila euro. L’obiettivo per recuperare liquidità è la cessione delle licenze delle farmacie e la vendita dei beni immobili. Dalle vendita delle licenze delle 9 farmacie i professionisti che curano il concordato in continuità pensano di ricavare quasi 5 milioni e hanno fissato due momenti distinti per il pagamento dei debiti. La cessione degli assets rappresentati dalle farmacie di Pian di Coreglia, Coreglia, Fosciandora e Villa Collemandina dovrà avvenire entro il settembre 2015 mentre le altre l’anno successivo con il pagamento dei debiti da effettuarsi entro il 30 giugno 2017.

Manifestazione d’interesse. La richiesta di concordato in continuità prevede la continuazione del normale esercizio aziendale. Cosa che si è puntualmente verificata visto che le farmacie sono tutte aperte e funzionanti a pieno ritmo e proseguono i rapporti con i fornitori. Logicamente con la presentazione della richiesta della procedura concorsuale al tribunale fallimentare si bloccano automaticamente i decreti ingiuntivi. Sembra tra l’altro che siano emerse concrete manifestazioni d’interesse per tutte e nove le farmacie del Gruppo Lemmi sas. È chiaro che tutte operazioni d’incasso o di pagamento effettuate dal maggio scorso in avanti vengono contabilizzate su un conto corrente della Banca di Credito Cooperativo della Garfagnana e Lunigiana. Per quanto riguarda la Farmacia di Lonate la cessione della licenza è stata stimata in quasi 2 milioni mentre per le farmacie della Diadema (Marlia e Gallicano) la cessione della licenza è stimata rispettivamente in 1,4 milioni e 3,7 milioni. La decisione del tribunale fallimentare sull’okay alla richiesta è fissata in 60-90 giorni.

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