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Il comitato: «Ordine dei medici superficiale»

di Chiara Lammari

FORNOLI. «Un documento con macroscopici errori». Bolla così il Comitato Ambiente e Salute la riflessione redatta dal Consiglio dell’Ordine dei Medici di Lucca in merito alla centrale a biomasse in...

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FORNOLI. «Un documento con macroscopici errori». Bolla così il Comitato Ambiente e Salute la riflessione redatta dal Consiglio dell’Ordine dei Medici di Lucca in merito alla centrale a biomasse in progetto a Fornoli.

Sabato scorso era stata infatti diffusa una nota in cui i chirurghi della provincia definivano «non altamente inquinante» il nuovo piano Alce.

Oggi la risposta del gruppo ambientalista che ha sollevato una serie di perplessità: «A distanza di oltre due mesi dalla sua pubblicazione questo fine settimana è uscito sulla stampa il parere del Consiglio dell'Ordine dei medici di Lucca relativo alla questione dell’inceneritore a biomasse Alce.

«I relatori del documento – scrive il Comitato – hanno affrontato con totale superficialità l'argomento, come dimostrano i macroscopici errori contenuti nel richiamo all'Accordo di Programma e ai ricorsi presentati contro l’autorizzazione: l’accordo di programma, differentemente da ciò che hanno scritto i medici, non risale al 2002 bensì al 2003; in seconda battuta solo per le polveri fu stabilita una riduzione del 50% ed infine i tre ricorsi non sono stati respinti ma non esaminati per cavilli procedurali».

I relatori, proseguono i membri del Comitato , «mostrano poi di non aver chiara la questione dei cosiddetti “valori limite”, tanto da dichiararsi tranquillizzati dal fatto che tali valori sarebbero rispettati: forse non sanno che ciò che davvero conta ai fini della tutela della salute umana non sono i valori limite bensì il quantitativo totale dell'emesso (in questo caso due milioni di normalmetrocubi al giorno, oltre a enormi quantitativi di polveri diffuse)».

Anche sulla questione delle 150mila tonnellate annue di legno «i relatori, quando parlano di filiera corta e piantagioni locali – dice il gruppo ambientalista – dimostrano di non conoscere i documenti attestanti la provenienza del combustibile da tutta la Toscana, dalla Liguria e dall'Emilia Romagna e sembrerebbe che i medesimi non abbiano mai letto gli studi internazionali sulle ricadute degli inceneritori e neppure siano a conoscenza delle indicazioni emanate dalla Commissione Europea sugli impianti a biomasse. L’affermazione poi che la zona di Fornoli già presenti condizioni preoccupanti allo stato attuale e che quindi “il contributo di Alce all’inquinamento della zona risulterebbe quantitativamente trascurabile”ci appare, permettetecelo, grottesca». La cosa più allarmante, concludono i Comitati, «è tuttavia il contrasto tra il parere espresso dal Consiglio dell’Ordine dei medici e la preoccupazione manifestata a suo tempo in un documento dai Medici della zona nei confronti della costruzione di detto impianto a biomasse.

«La nostra attenzione - si conclude il comunicato dei comitati - rimane comunque focalizzata sulla verifica della potenza termica dell’impianto. Non vorremmo che ci fosse l’intento di distrarre l’opinione pubblica dal fatto dirimente: il superamento dei 50 MW termici senza preliminare valutazione d’impatto ambientale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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