Attenzione
Fra crepe e buche, ecco il tragitto del Mondiale di ciclismo
Giro in bici seguendo il percorso che i corridori compiranno il 29 settembre. Per lunghi tratti assente la segnaletica orizzontale, ma i punti più critici si trovano a Porcari
LUCCA. Ventitré chilometri di una lunga striscia d’asfalto che passa attraverso i nostri luoghi, la nostra natura e la nostra storia.
Eccolo qua il tracciato che dovranno percorrere i professionisti che il prossimo 29 settembre partiranno dal centro storico di Lucca per raggiungere Firenze. E noi, a tre settimane dall’evento sportivo più importante dell’anno, abbiamo scelto di salire in bicicletta e percorrere proprio quelle strade passando dai centri abitati della Piana, pedalando ai bordi delle zone industriali, entrando nel centro di Porcari e salendo verso Montecarlo per poi scendere nuovamente da San Martino in Colle e da lì imboccare nuovamente la Pesciatina fino a Lappato e al confine con Collodi.
La partenza è fissata per la domenica in tarda mattinata, il modo migliore per evitare il grande traffico dei giorni feriali. E l’impressione è già ottima perché a settembre il sole riscalda ma non brucia.
Un mese fa, durante la conferenza stampa di apertura della campagna promozionale per i Mondiali, si era detto che il percorso era facilmente riconoscibile perché le strade erano state completamente rimesse a nuovo, e in effetti il dato non era poi così distante dalla realtà.
L’inizio è all’uscita di Porta Elisa, con il piazzale Don Aldo Mei che è ancora un cantiere con tanto di transenne ma sta per essere liberato.
E a quel punto s’imbocca viale Castracani. Anche qui la strada è stata rifatta da poco ma manca completamente la segnaletica orizzontale. I primi scossoni ai tubolari della bicicletta arrivano subito prima della discesa del sottopasso ferroviario e poi fino alla nuova rotonda all’intersezione con via Dante Alighieri. Duecento metri in tutto in cui si è deciso di non procedere con alcun tipo d’intervento e in cui qua e là compare qualche crepa che si fa sentire. Poi si prosegue sulla Pesciatina lungo un nastro nero nuovo di zecca e anche in questo caso, almeno fino alla vecchia chiesa di San Vito, manca ancora la segnaletica al suolo. Quindi niente strisce a delimitare la carreggiata, niente delimitatori di corsia; niente stop né segnali di dare precedenza.
È da Picciorana che prenderà via ufficialmente la corsa iridata e i primi chilometri sulla Pesciatina saranno una sorta di passerella in mezzo alle tante persone che vorranno esserci. Qui si correrà fino alla prima rotonda di Papao, dove si girerà a destra imboccando la via Nuova in direzione Porcari. Un altro paio di chilometri tra i campi e i canali della Piana, con le cartiere sullo sfondo, fino all’intersezione con la via Romana e l’ingresso a Porcari da via Capannori per poi prendere a destra lungo via Roma.
È questo probabilmente il punto più critico per il fondo stradale visto che non è stato fatto alcun tipo di lavoro e si è scelto di utilizzare l’asfalto già esistente.
«La decisione è stata presa direttamente dal comitato organizzatore e da un certo punto di vista mi ha inorgoglito», spiega il sindaco di Porcari Alberto Baccini che sta portando avanti il progetto “buche zero”. I lavori di rifacimento dell’asfalto vengono infatti finanziati dalla Regione che poi li affida alle singole Province. È il comitato organizzatore però che decide dove occorre intervenire e su Porcari si è fatto poco, al massimo qualche tappetino lungo la via Romana est. Così in qualche punto c’è qualche screpolatura e un paio di piccole buche nei pressi dei tombini.
«Se avessero scelto di rifarmi le strade non mi sarebbe parso vero – scherza Baccini –; in ogni caso nei prossimi giorni farò dare un’occhiata al nostro ufficio tecnico in modo che sia tutto perfetto per il 29 settembre».
Dalla via Romana Est poi si gira a sinistra imboccando la via di Montecarlo e qui il fondo torna a essere perfetto in vista della prima vera salita del Mondiale. Uno splendido trampolino di due chilometri e mezzo circondato dagli ulivi e con il borgo sullo sfondo.
Un posto da favola che costituisce uno stadio naturale per il ciclismo e che con i suoi tre strappi, l’ultimo di circa ottocento metri dalla località Fornace fino all’imbocco del paese, che potrebbe essere il teatro della prima fuga del Mondiale.
E qui compare un cartello sui Mondiali: «Una partenza che è un punto di arrivo».
Arrivati in cima si corre lungo il crinale verso la località di San Martino in Colle e poi si torna verso la pianura con una discesa breve ma abbastanza tecnica e con un paio di strettoie che dovranno essere segnalate.
Da lì poi di nuovo a destra verso via dei Pezzini e alle Quattro Mura si torna sulla Pesciatina verso Gragnano e Lappato.
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